Per questa volta...

Che Michael Schumacher si sarebbe rivelato poi un fenomeno di quelli che se ne contano sulla dita di una mano in un secolo lo si era capito già dal suo periodo in Merccedes nel Gruppo C: mesi e giorni immediatamente antecedenti il suo debutto in Formula 1. Veloce come pochi, rispettoso della meccanica, e abile nel gestire i consumi, più di così sarebbe stato francamente difficilmente rintracciabile in un poco più che ventenne pilota.
Il mondiale Sport fa tappa al Nurburgring, gara di casa per lui e la Mercedes che ha tutte le intenzioni di ben figurare davanti al proprio pubblico. Michael si lancia in un giro di qualifica, dopo qualche curva davanti a lui si materializza una Jaguar, c'è Derek Warwick al volante, non proprio uno sprovveduto, ma il pilota inglese, impegnato a decodificare segnali sospetti provenienti da un non meglio precisato indicatore sul proprio cruscotto, non si accorge dell'arrivo della macchina del tedesco. Le traiettorie delle due macchine si intrecciano, il giro di Michael è rovinato.
Schumacher supera la Jaguar di Warwich e poi rallenta di colpo, rovinando il muso della vettura del pilota inglese. La discussione tra i due prosegue anche ai box, la tensione tra i due sale, il tono delle parole anche. Schumacher si rifiuta di chiedere scusa. Warwick è parecchio nervoso.
La faccenda finirà comunque così perché. come dichiarato da Warwick qualche anno dopo:
- L'unico motivo che mi ha frenato dal prenderlo a pugni è stato perché quel ragazzino in qualche modo mi ricordava mio fratello Paul, stessa grinta e sicurezza in se stesso.
Paul Warwick morì nel 1991 a soli 22 anni in un incidente a Oulton Park, un una prova del campionato britannico di F. 3000.

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