venerdì 13 febbraio 2015

Sinfona in rosso. Parte 18: verso il bis.

Per la stagione 1977 in Ferrari come direttore sportivo c'è ancora Daniele Audetto, mentre la guida tecnica rimane saldamente nelle mani di Mauro Forghieri, il quale evolve la 312 T2 vincitrice del mondiale costruttori l'anno precedente.
La T2 versione 1977 si presenta differente nella parte superiore della carrozzeria con diverse presa d'aria di tipo NACA coadiuvate da un terzo elemento centrale. Appare per la prima volta nella storia della Ferrari il marchio FIAT sulla carrozzeria, a testimonianza del sempre maggior impegno e coinvolgimento del marchio torinese nelle vicende sportive della casa di Maranello. La T1 vincerà il mondiale ma altre due macchine si dimostreranno altrettanto, se non più, competitive: la Lotus 78, e la Wolf WR1, quest'ultima progetto estemporaneo del miliardario canadese Walter Wolf.
Ed è proprio la Wolf, con alla guida Jody Scheckter, che si aggiudica a sorpresa il primo GP della stagione, il GP d'Argentina. E' la prima volta che una squadra vince alla prima gara. Non sarà l'unica vittoria nella stagione per la squadra di Walter Wolf.
La Ferrari inizia così così: Lauda si ritira per problemi di alimentazione, mentre per Carlos Reutemann c'è un terzo posto. Meglio va in Brasile, Carlos Reutemann vince, sfruttando al meglio un nuovo alettone posteriore introdotto da Forghieri il giorno prima della gara. Carlos vince in modo perentorio in una giornata in cui il sole scioglie l'asfalto, sul podio finisce anche Niki Lauda al terzo posto, i primi segnali di luce da parte dell’austriaco dopo il buio profondo dei mesi precedenti.
Per la stampa italiana la vittoria di Reutemann se non è una rivelazione divina poco ci manca, si dà Lauda per finito, si parla già di una nuova gerarchia in casa Ferrari.
Si va con questo tono a Kyalami, per la terza prova del mondiale, con la convinzione che in Ferrari la leadership presto passerà definitivamente nelle mani del pilota argentino. Ma ancora una volta Lauda dimostra la sua incredibile forza mentale. Nel giorno tragico della morte di Tom Pryce, Niki ritrova lo smalto e la fiducia di un tempo. Partito dalla seconda fila, Lauda si accoda a James Hunt, l’uomo della pole position, e già al settimo giro lo passa involandosi verso la vittoria. Nessuno sembra poterlo fermare, solo un detrito causato dall'incidente di Pryce infilato nel radiatore, lo costringe a rallentare negli ultimi giri per non surriscaldare il motore. La vittoria ê sua, Niki Lauda è tornato.
E tra chi non ha mai avuto il minimo dubbio sul suo definitivo recupero c’è proprio il suo grande rivale-amico James Hunt. Dopo Kyalami l’inglese dichiara:
-    Vedrete. è solo l'inizio, Niki farà tacere tutti quelli che pensano che sia finito.
E infatti a Long Beach, mentre Reutemann affonda nelle retrovie dopo aver sbagliato la prima frenata, Niki Lauda lotta per la vittoria sino all'ultimo giro con la Lotus di Mario Andretti e la Wolf di Jody Scheckter. Alla fine la spunta Andretti, ma per Lauda il secondo posto è un altro passo verso la riconquista della propria stima e credibilità.
Lauda però in Spagna, durante il warm up, sente il riacutizzarsi di un dolore alla costola, una di quelle infortunate un anno prima nel discusso incidente con il trattore. L’austriaco decide di non partire tra le polemiche e illazioni della stampa nostrana, e i mugugni dei tifosi.
Non è facile in quel periodo il rapporto tra Lauda e la stampa italiana. Incrinatosi nei giorni post Fuji, adesso sembra definitivamente compromesso. Certo c'è sempre lui sui titoli dei maggiori quotidiani italiani ma adesso le critiche sono superiori alle lodi. A Niki non viene perdonato più nulla.
In Spagna l'unica Ferrari al via, quella di Carlos Reutemann, si piazzerà seconda a fine gara, in una giornata in cui contro Mario Andretti e la sua Lotus 78 poco avrebbe potuto fare anche Niki Lauda.
Lauda ritorna al volante della Ferrari n° 11 in occasione del GP di Montecarlo e per poco non riesce a conquistare per la terza volta consecutiva il prestigioso quanto atipico GP monegasco. Davanti a lui arriva solo Jody Sheckter su Wolf, e per il miliardario Walter Wolf quel giorno a Montecarlo è una di quelle serate da ricordare.
Nonostante il dominio dell’anno precedente sia solo un ricordo la prima parte della stagione 1977 per la Ferrari non può certo definirsi insoddisfacente: Lauda e Reutemann sono rispettivamente secondi e terzi nella classifica piloti, alle spalle del capo classifica Jody Sheckter, mentre nella in quella costruttori la casa di Maranello comanda piuttosto agevolmente. L'Ing. Roberto Nosetto, uno dei responsabili dell'attività sportiva Ferrari dichiara:
- Ciò che può far paura è che comincia a vincere uno solo, ad esempio Andretti. Finché a dominare si alternano più piloti o più macchine, c'è sempre speranza, nessuno accumula vantaggi decisivi e soprattutto nessuna vettura si dimostra nettamente superiore alle altre. Quando invece si comincia ad assistere ai successi a ripetizione deve suonare il campanello d'allarme.

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