Tramonto rosso

E' il 25 maggio del 1965 quando la Scuderia Ferrari si reca a Monza per la consueta prova generale in vista dell'imminente 24 Ore di Le Mans. La gara più importante dell'anno per la casa di Maranello.
Il pericolo Ford è alle porte, il dominio delle rosse nella maratona francese è all'apogeo, ciò nonostante non si lascia nulla al caso. Tutto deve essere organizzato per poter replicare le condizioni della gara; cambi pilota, rifornimenti, interventi meccanici sulla vettura, è la prova generale.
Ci sono ovviamente anche i due piloti di punta della squadra di Formula 1, John Surtees e Lorenzo Bandini, ma non solo, sono invitati anche altri giovani piloti, una specie di rookie test dei giorni nostri. Alle 8 in punto del mattino la 330 P2  inizia la simulazione sotto un cielo sereno.
L'importanza della giornata è testimoniata anche e soprattutto dall'arrivo di Enzo Ferrari nel tardo pomeriggio direttamente da Maranello. Ferrari si mette in disparte, è perfettamente conscio della concentrazione necessaria da parte dei suoi uomini per poter svolgere quel compito alla perfezione, non vuole che nessuno noti la sua presenza, chiacchiera e osserva. L'atmosfera è di quelle tese ma non troppo, qualche meccanico si lascia andare a una sigaretta in bocca tra una sosta e l'altra.
Surtees fa volare la 330 P2 4 Litri lungo i rettilinei di Monza, Lorenzo Bandini non è da meno.
Bruno Deserti è una giovane promessa di casa nostra, è emiliano, come Enzo Ferrari, è appoggiato da Dragoni, direttore sportivo della Scuderia. E' uno dei giovani piloti invitato al test e la notizia è rimbalzata sui giornali di tutta Italia, ci sono tante speranze intorno a lui, di lui si dice che abbia una volontà di ferro, e che sia estremamente veloce e determinato. Poco prima di entrare in pista Deserti si avvicina al patron di Maranello, vuole ringraziarlo per l'opportunità. Al volante di una macchina da corsa non ha paura di nessuno, ma davanti al "totem" modenese Bruno perde tutte le sue sicurezze. Ha in mano un nuovo casco preso per l'occasione, lo mostra a Ferrari aggiungendo "è il coronamento di un sogno".
Ferrari lo guarda negli occhi, riconosce la passione, la forza, l'entusiasmo irrefrenabile, l'emozione pura di un ragazzo che veramente sta coronando un sogno. Gli augura buona fortuna.
La simulazione di gara, come verrebbe etichettata adesso, intanto continua. Alle 18:55 la macchina rientra per un rifornimento, 140 litri di benzina. Bruno Deserti si infila in testa il suo nuovo casco bianco, si infila nell'abitacolo, pigia un paio di volte il pedale del freno, aspetta il segnale dei meccanici. Poi parte verso il curvone di Biassono.
Ferrari lo segue con lo sguardo, i suoi primi giri sono cauti, pian piano poi acquista sicurezza: 1:58, 1:52, 1:50, 1:48, 1:47, 1:46. (il miglior tempo di Surtees nel pomeriggio è di 1:32, ancora lontano ma c'è tempo.)
Di colpo però il monotono rombo del 4000 Ferrari cessa di colpo, il silenzio piomba sull'autodromo, un silenzio di un attimo perché Bandini, che ha seguito per tutto il rettilineo la 330 P2 guidata da Deserti e ha capito tutto, urla.
- E' uscito di pista, andiamo!!
Trovarono la macchina 50 metri all'interno della boscaglia, ribaltata e annerita, Bruno Deserti intrappolato senza scampo sotto di essa. Sull'asfalto due strisce nere a testimoniare l''ultimo disperato tentativo da parte di Deserti di controllare la vettura. Bruno morirà qualche minuto dopo, alle 19:00 esatte.
La giornata volge ormai al termine, il sole non sembra però voler nascondersi.. Alle 20:00 Enzo Ferrari lascia l'autodromo direzione Modena. Il grande vecchio dirà:
- Quando guardai negli occhi quel giovane, il suo nervosismo, il suo entusiasmo e la sua voglia, pensai a me, a quanto venni chiamato per la prima volta a provare un'Alfa Romeo, e riconobbi in lui quella forza irrefrenabile che a volte ti fa vivere ma qualche volta ti porta alla morte.

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