domenica 15 marzo 2015

GP Australia 2015

Senza catastrofismi, ma senza nemmeno seguire come degli stupidi beoti i commentatori TV che, ciechi e ottusi, di fronte a tutte le evidenze si ostinano ad accendere l'entusiasmo dello spettatore con inizi di telecronaca del tipo "benvenuti nel posto più bello del mondo dove gli animali parlano, il sole non tramonta mai, e, non ci crederete, i soldi crescono sui muri..."
MA COSA C..Z FREGA A UNO CHE VIVE E RESPIRA FORMULA 1 E TIFA RAIKKONEN CHE DOVE SI CORRE IL GP LA NATURA SIA COSI' FANTASTICA!!!!!!!!!.
Niente, assolutamente niente. Perché poi succede che a un possibile protagonista come Bottas si blocchi la schiena; che a Magnussen sostituto di Alonso esploda il motore qualche centinaio di metri lasciato i box; che la Red Bull di Kvyat si ammutolisca un paio di curve dopo; che le Manor si presentino come non presenti nel paddock di Melbourne; che Grosjean posteggi la sua Lotus ai box dopo un giro. E allora guardando la corsa ti rendi conto che gli uccellini potranno cantare finché vogliono; che le banane potranno anche crescere sulle impalcature dei palazzi; ma un brutto giorno di macchine pronte a scattare di fronte a un semaforo che da rosso passa a spento non ce ne saranno proprio più.
Questo senza nulla togliere al fine settimana perfetto di Lewis Hamilton; al primo podio ferrarista di un ottimo Sebastian Vettel; al Tin Tin Don Chisciotte Kimi Raikklonen che lotta, sgomita, ma alla fine deve arrendersi di fronte alle dure leggi della meccanica e della fisica; ma lo stesso senza ricamarci troppo sopra però. Perché anche la gran gara di Sainz; quella fantastica di Felipe Nasr; quella buona di Ericsson, perdono quasi valore, sminuite da un parco macchine ridotto quasi al minino indispensabile. E questo non è giusto, non è giusto per quei ragazzi che credono ancora nel mito Formula 1.
Intendiamoci, lo scandalo, se di scandalo ne vogliamo parlare, non è quello di avere al primo giro del GP d'Australia una dozzina di macchine di pista - negli anni sessanta era quasi una regola questa - ma il fatto di fingere che sia tutto comunque ok.
Parlare di diamanti e oro quando si fa fatica a trovare un pezzo di pane non è pensiero da lungimiranti. Il gigantismo regolamentare sta stritolando tutto e tutti. Persino una casa come la Ferrari deve cantare vittoria di fronte a un divario nei confronti della Mercedes che in altri tempi suonerebbe come una bocciatura. Un solo motore domina e chi ce l'ha - casa madre a parte - non ha quasi i soldi della benzina per utilizzarlo. Forse è il caso di fare un passo indietro, senza aspettare troppo, ammettere i propri errori.
Mi scusino i vari Hamilton, Vettel, Nasr, Raikkonnen, Sainz, Verstappen Jr, chi ci ha provato comunque eroicamente come Jenson Button; chi non perde proprio il vizio come Pastor Maldonado; i tanti, troppi, che non hanno potuto nemmeno provarci, ma di fronte al GP d'Australia 2015 conviene guardare oltre la classifica finale e guardare un poco più in là.
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