lunedì 20 aprile 2015

GP Bahrain 2015: ombre rosse

Ci sarà stato anche un sacco di vento nel deserto del Bahrain ma sono state le ombre a dare un senso e una forma a questa quarta prova del campionato del mondo di Formula 1.
Ombre, come quelle con cui la gara quasi perfetta di Kimi Raikkonen stava coprendo la vittoria scontata di Lewis Hamilton; ombre, come quelle che hanno proiettato le "strane" manovre in pista di Sebastian Vettel, alle prese con curve che non si raddrizzavano o che cambiavano forma di giro in giro; ombre, come quelle che farebbe bene a vedere Nico Rosberg, perché va bene divertirsi nel superare le rosse ma le palle lo stesso ti girano quando dai tuoi box sembrano divertirsi a mandarti a ogni cambio gomme una posizione indietro; ombre, che è riuscito a intravedere un non troppo soddisfatto Raikkonen a fine gara perché, con Vettel per una volta attardato, forse bastava anticipare la seconda sosta di un giro per sfruttare in pieno i problemi ai freni dei due ragazzi in grigio.
Ha vinto Lewis Hamilton, in fondo lo si sapeva già da giorni questo, ma lo stesso l'inglese versione rapper-mistico-Cassis Clay ha dominato in lungo e in largo il fine settimana nel deserto, ha allungato sugli inseguitori e già dopo quattro gare per lui si profila all'orizzonte il terzo titolo mondiale. Chi può insidiarlo? Attualmente in tanti possono rendergli la vita non troppo semplice - a turno Vettel, Rosberg e Raikkonen - , me nessuno sembra poter scalfire la sua navicella grigia, regina incontrastata dell'iperspazio automobilistico.
La Ferrari ci sta provando - e riuscendo in parte - con tutte le sue forze, e comunque vada questa stagione è già da mettere tra quelle positive, ma al momento la W06 rimane la macchina ancora da battere.
Si è rivisto in "vita" anche Fernando Alonso, ai margini delle zona punti ma almeno in pista a differenza del suo disgraziatissimo compagno di squadra Jenson Button, il quale, sta scontando la "maledizione del compagno di Alonso", una specie di maleficio che colpisce da anni il compagno di squadra dello spagnolo, riducendolo puntualmente a una ameba, nello spirito ma anche nel mezzo meccanico. Chiedere a chi l'ha provata sulla propria pelle 'sta roba.
Lodevoli le prove dei due "bad boys" Perez e Grosjean, ma anche - a dispetto del piazzamento a fine gara - quelle del duo Sauber, Nasr ed Ericsson. Infine ancora tanto fumo e poca roba dalle cugine Red Bull e Toro Rosso, e comunque dalla Renault, capace di annichilire un intero vivaio di promettenti piloti con una power unit che difficilmente riesce a completare un GP intero. La fumata da bombardiere in avaria di Ricciardo sul traguardo ne è la perfetta fotografia.
Ombre comunque.
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