Sinfona in rosso. Parte 21: lo strappo.

Dopo un inizio d'estate difficile adesso la Ferrari pare ritornata la macchina migliore: è in testa alle classifiche e con ottime possibilità di rimanerci sino alla fine. Lauda ha 16 punti di vantaggio sul secondo classificato, quel Jody Scheckter che dopo un inizio fulminante di stagione adesso fatica a raccogliere punti. La conferma del momento d'oro di Lauda arriva a fine d'agosto sul circuito olandese di Zandovoort.
Pista complicata quella olandese, vuoi per la sabbia spinta dal vento per tutto il percorso, vuoi per il ritorto nastro d'asfalto adagiato sulle dune del mare del Nord. Niki Lauda ritorna alla vittoria, e lo fa nel momento decisivo, come un cacciatore che sente la preda in difficoltà e affonda il colpo senza pensarci troppo. A Zandvoort Niki è spietato. La pole position è di Mario Andretti ma, come tante altre volte nella stagione, Lauda pensa alla gara. Parte tranquillo, lascia sfogare gli altri, lascia che Andretti e Hunt si tocchino all'uscita della curva Tarzan, lascia che gomme e freni degli avversari si indeboliscono sotto i colpi delle tremende staccate a cui curva Tarzan costringe i piloti, e poi arriva lui.
Enzo Ferrari diceva che la macchina migliore è quella che si rompe subito dopo aver tagliato il traguardo, Niki Lauda dimostra che il pilota migliore è quello che passa davanti a tutti gli altri sotto la bandiera a scacchi.
E Reutemann? La stagione dell'argentino dopo la stupefacente vittoria in Brasile è un lento ma inesorabile declino. Spesso più veloce in qualifica, Reutemann poche volte finisce davanti al compagno di squadra in gara. Parecchi problemi meccanici, qualche toccata di troppo, forse avevano ragione quelli che sostenevano una certo debolezza psicologica dell'argentino, una tendenza a perdere fiducia in se stessi non appena le cose non vanno al meglio. Rimane in disparte, non si fa coinvolgere in nessun modo dalla lotta crescente all'interno del team tra Lauda e i responsabili Ferrari, lui fa il suo dovere, a volte anche bene, e per quello che entra in un abitacolo, non deve far volare clavette o tirar fuori conigli da cappelli a cilindro.
Una cosa è certa, per uno con un carattere così Niki Lauda è il peggior compagno possibile, ma forse Niki Lauda è il peggior compagno di squadra di chiunque.
Il 29 Agosto esplode come una bomba la notizia che Lauda alla fine della stagione concluderà il suo rapporto con la Ferrari.
- Lauda - viene comunicato dalla Casa di Maranello - si è oggi incontrato con i dirigenti della Ferrari. E' stato deciso che il rapporto di collaborazione iniziato nel 1974 cessi il 30 ottobre prossimo a conclusione del campionato mondiale in corso. La Ferrari ringrazia il suo pilota per la fattiva collaborazione prestata c formula i migliori auguri per il proseguimento della sua attività. Niki Lauda ringrazia la Ferrari per i quattro anni di esemplare collaborazione e rivolge un particolare riconoscente pensiero a Enzo Ferrari che nel maggio 1973 lo invitò a far parte della sua casa.
Rabbia e incredulità si mischiano tra tifosi e giornalisti indecisi se esprimere gratitudine al campione austriaco per i due titoli mondiali o considerarlo alla stregua di un traditore della patria. Enzo Ferrari va per la sua strada, lo ha sempre fatto, lo farà anche questa volta, non importa chi si trovi di fronte:
- Lauda ormai appartiene al passato.
Il grande vecchio non l'ha presa per niente bene, è evidente, era convinto che Lauda alla fine avrebbe rinnovato nonostante certe voci di offerte economiche sontuose, usa anche termini più pesanti, parla di "traditore", di ingratitudine, evidenzia come gli 800.000 dollari pattuiti con la Brabham siano il vero motivo dell'abbandono, concetti di questo tipo.
I nomi che circolano per sostituirlo vanno da Mario Andretti, ma l’italo-americano ha un contratto in essere con la lotus, a Jody Scheckter, idem con la Wolf, a Tambay, che però ha già un impegno con la McLaren di Teddy Mayer. Ci sarebbe Ronnie Peterson disponibile ma Enzo Ferrari tentenna, non si sa perché, e allora gli tornano in mente le parole di Walter Wolf e Chris Amon riguardo a un giovane canadese di talento. Il suo nome? Gilles Villeneuve.

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