domenica 10 maggio 2015

GP Spagna 2015: chi s'accontenta e chi no

Rieccoci con quel biondino di Nico Rosberg che non appena sente odore d'Europa, e in particolare in prossimità del GP nel giardino di casa sua, quello di Monaco, si mette in riga raccogliendo cocci, idee, e intenzioni sparse nelle prime quattro corse per costruirsi un fine settimana praticamente perfetto. Bravo a rialzare la testa, anche se i danni per Hamilton, sempre più in versione rapper-pugile anni settanta alla ricerca delle proprie origini, non sono stati granché.
Doveva essere la gara del pacchetto magico Ferrari, è stato invece un GP pieno di contraddizioni per la casa di Maranello, esemplificato dalle opinioni profondamente contrastanti espresse da Arrivabene e Vettel immediatamente alla fine della gara; esemplificato dall'ennesima qualifica disastrosa per Raikkonen, e hai voglia poi di fare una partenza strepitosa e un sorpasso magistrale su Verstappen Jr, perché in giro non ci sono solo le W06 con il motore Mercedes e allora ti trovi impotente a subire leggi dell'aerodinamica e del DRS, situazione descritta alla grande dal termine inglese usato spesso dai piloti in occasioni simili: stuck. Se la griglia si basa sui migliori tempi fatti segnare il sabato qualcosa bisognerà pur inventarsi, vero Kimi?
Al solito la verità è nel mezzo, la Mercedes è saldamente ancora la migliore; la Ferrari è la migliore tra le concorrenti, e sino a un paio di mesi fa questo era impensabile; e poi ci sono le Williams da sparo, minacciose e imprevedibili... e basta, perché Force India e Sauber chi le ha viste? Lotus ormai finisce ormai solamente nelle pagine di "cronaca nera" tra cofani esplosi, meccanici investiti, e una coppia di piloti che più litigiosi di così proprio non si può, anche se Grosjean è finito a ancora a punti. C'era anche la McLaren a Barcellona, aveva cambiato livrea, si sperava in Q3 e primi punti, nulla di tutto questo, si spererà in questo a Monaco. del resto c'è riuscito Bianchi con la Marussia, chissà mai che un altro miracolo non si possa ripetere anche tra due settimane..
Ci si aspettava grandi cose dalla Toro Rosso e dai suoi due giovani piloti; invece abbiamo assistito allibiti sin dalle prima curva a una implacabile discesa a fondo classifica dei due pur talentuosi Sainz e Verstappen. Avvilente, indipendentemente da simpatie o antipatie.
A proposito di talento e delle grida isteriche di fronte a certe prestazioni in qualifica, ma anche di certe condanne ineluttabili, proprio la corsa dei due tori rossi fa venire in mente quanto sia profondamente diversa la corsa dalla qualifica. Anche perché, se i punti li danno la domenica e non il sabato un motivo ci dovrà pur essere. Giusto Kimi?
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