GP Canada 2015: l'isola che non c'è

L'isola che non c'è non è certo quella di Montreal, quella c'è eccome e ha regalato ancora scorci di automobilismo sportivo interessanti, con parecchi sorpassi e un corsa comunque piacevole, piuttosto è un protettorato finlandese in terra emiliana che è mancata e, ahimè, mi sa che mancherà definitivamente nel futuro prossimo.
Perché in una domenica di inizio estate in cui la vittoria di Hamilton non fa quasi più notizia; il secondo di Rosberg nemmeno; il terzo di Bottas quasi - si va beh, bravino, ma sinceramente a me questo sembra un giovano già vecchio con qualche implicazione positiva ma anche tante negative -; ecco allora che la pirlata in mondovisione che verrà sbattuta in prima pagina sarà il testacoda da kartista della domenica arruginito di Kimi Raikkonnen. Una roba che nemmeno le rimonte di Vettel e Massa, non riusciranno minimamente a scalfire
Chi scrive è "innamorato", sportivamente parlando del finlandese, lo considererà sempre tra i suoi esempi di pilota da corsa, ma questa roba, a ruote inutilmente fumanti, da James Hunt a fine carriera, rimane imperdonabile.
Perché anche Hamilton ha sbagliato, ma quando le conseguenze erano minime; anche Vettel, ma solo i commissari se ne sono accorti; Rosberg idem; ma tutti e tre lo hanno fatto senza fare troppo chiasso. Invece, caro Kimi, indosserò per il resto della mia vita le tue t-shirt, conserverò i video di certe tue vittorie, ma la roba al tornantino di Montreal, non voglio nemmeno trovare una definizione, suona come il tuo epitaffio, in Ferrari, e ho paura non solo.
Detto questo, forza Kimi, lo stesso.

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