lunedì 28 settembre 2015

GP Giappone 2015: il suicidio dei samurai

Sarà che Hamilton ha raggiunto lo stesso numero di vittorie di Ayrton Senna, cosa che si sapeva sarebbe prima o poi avvenuta ma che lo stesso appare un po' sacrilega; sarà che il Lewis ha dominato la gara di prepotenza - per mezzo chilometro - e poi veleggiando indisturbato per i rimanenti trecento chilometri; ma su tutto quello che è accaduto nel pomeriggio giapponese si è levato l'urlo di frustrazione del samurai ferito Fernando Alonso. Un quasi suicidio sportivo in diretta; vien da dire non il primo dello spagnolo, ma compiuto con una disperazione che ha colpito più che altre volte.
A Suzuka ha vinto chi doveva vincere e ha perso chi doveva perdere; Nessun ribaltone, nessuna sorpresa, il pilota migliore al volante della macchina migliore ha fatto tabula rasa, poi che ognuno filosofeggi come vuole. Singapore nel bene e nel male è passata.
Troppo debole la resistenza di Rosberg al via, troppo, non certo di uno che vuole lottare ancora per un titolo mondiale; troppo problematico l'avvicinamento alla gara delle due rosse, sempre lì certo, sia con Vettel che con Raikkonen, bene ma mai abbastanza per impensierire la coppia in argento.
Troppo povera di avversari questa Formula 1 2015, tanto più se uno come Alonso - simpatico come un alveare in bagno intendiamoci, ma è lo stesso da lacrime vederlo conciato così - è messo, o forse si è messo da solo, dietro la lavagna è da lì chissà se mai riuscirà a muoversi.
Senza Renault come fornitrice di motori; con una Red Bull in aria di smantellamento - da incubo il fine settimana giapponese della squadra di Milton Keynes - ; con Honda che chissà per quanto ancora resisterà di fronte a certi NON risultati; che diamine di competizione si può avere?
Cercate le risposte altrove, e allora non rimane che ringraziare Sauber e Toro Rosso e i loro piloti per aver ravvivato una gara altrimenti decisamente poco entusiasmante. Da urlo il sorpasso di Nasr, fantastico nell'attirare Verstappen in un blocco che solo lui è riuscito immaginarsi, per poi fregare tutti all'esterno della staccata della prima curva. Bene anche Ericsson che farà un sacco di minch.. in pista ma che se non altro si sta levando quella patina di apatia che aveva accompagnato buona parte della sua carriera.
Questa volta tra i due Force India vince l'"invisibile" Hulkenberg mentre Perez vede la sua gara rovinata sin dai primi metri e il duello con il compagno è perso.
Prima di chiudere torniamo però ancora sull'olandesino irrequieto Verstappen Jr , comunque sugli scudi, e a punti dopo essere partito dal fondo della griglia, vittorioso nell'ennesimo confronto con il compagno di squadra Sainz Jr.. Per lui vale un po' il discorso dell'alveare in bagno di Alonso, ma gara dopo gara, Max si sta dimostrando sempre più consistente, e sta riuscendo a far prevalere le sue notevoli qualità a certi suoi difetti.
Ah, e po chiudo veramente, cara redazione di emittente televisiva a pagamento con esclusiva sui GP in  Italia: BASTA con quel paragone assurdo tra Hunt e Hamilton, basta, non se ne può più, non sta da nessuna parte e dimostra solo una conoscenza approssimativa e un disperato tentativo di creare personaggi che non esistono. Hamilton è Hamilton, James Hunt era un caso al limite che probabilmente mai avrà proiezioni nel futuro.
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