lunedì 21 settembre 2015

GP Singapore 2015: luci della ribalta

Già, ed ecco, quanto meno te l'aspetti, o forse quando nemmeno ci speravi più, dicevo ecco il gran giorno del ribaltone, quello in cui le lancette dell'orologio si mettano a girare al contrario, la gravità impazzisce, l'acqua sale verso il cielo, gli alberi si allungano, le Mercedes non vanno, e la Ferrari domina in lungo e  in largo.
Tutto questo sotto le luci artificiali della baia di Singapore e con la benedizione del freak di turno che si mette cercare le chiavi di casa perse proprio dove gli pareva di essere passato giusto il mercoledì.
Comunque contro un Sebastian Vettel formato Singapore non c'è stata W06 o Red Bull in spolvero che sia riuscita a costituire una minaccia. Semplicemente perfetto Super Seb, la perfezione di chi ha vinto quattro campionati del mondo, ma nonostante tutto per tanta, troppa, stampa nostrana rappresenta ogni volta una specie di sorpresa.
Troppo il divario tra lui e chiunque altro, tanto da far pensare a un evento estemporaneo talmente forte la sua evidenza. Daniel Ricciardo ci ha provato, ma non c'è stato verso, nonostante una gara anche la sua al limite della perfezione e le due safety car; Raikkonen forse non ci ha nemmeno pensato, più preoccupato a finire sul podio che altro; Kvyat deve solo alzare gli occhi al cielo e scuotere la testa perché toppare i tempi della sosta due volte su due è qualcosa di soprannaturale e decisamente poco prevedibile a a lui va la palma dello sfigato del giorno.
E le due Mercedes? Boh. Sotto quindi con le ipotesi più fantasiose: dalla curva di erogazione della potenza ; alla teoria delle pressioni degli pneumatici; a quella dell'umidità nefasta; a vari manettini e surplus di potenza per una volta tenuti al minino non si sa ancora bene perché. Anche se a ben vedere - grazie anche all'idiozia della Virtual Safety Car e tipo di gomme montate - Hamilton non era troppo lontano da un possibile podio, prima di sperimentare per una volta cosa significhi ritrovarsi al volante di un mezzo simile a una Manor spompata.
Per il resto Verstappen Jr ha ancora una volta fatto parlare di sé, nel bene e e nel male, ma questa volta più in positivo; Sergio Perez ha raccolto altri punti; Bottas ha concluso la sua gara di giudizio e ordine; ma la verità è che la gara di ieri ci lascia una gran voglia di arrivare al più presto a sabato mattina, quando a Suzuka si saprà se quello visto a Marina Bay è stata solo una storia impossibile o il principio di un qualcosa che potrebbe regalare a fine stagione una delle più grandi sorprese sportive della storia.
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