lunedì 21 marzo 2016

La storia siamo noi

Son passati poche ore dalla fine del primo GP della stagione, con mille valutazioni più o meno azzeccate fluttuanti nella rete e sui media di mezzo mondo che tocca rimettersi a scrivere, si perché la faccenda è di quelle serie, molto serie.
Parlo di Monza,del suo non futuro,  dell'assurdo gioco allo sfascio messo in piedi da chi dirige la pista brianzola.
Il semplice e veloce circuito italiano è da sempre l'emblema della velocità, della corsa in pista, come Indianapolis, di piste che ad occhio anche i profani le riconoscono ne esistono al massimo un paio, Monza è una di queste.
Menti eccelse hanno invece deciso, non certo senza investire una notevole quantità di denaro, di stravolgere il curvone di Biassono piazzandoci una ennesima variante, per cercare di far tornare le due ruote sul tracciato della Villa Reale.
Idea assurda, per tanti motivi, di cui un paio sopra tutti.
- Il curvone, che prepara poi la staccata alla seconda variante, rimane uno dei punti più spettacolari di tutto il panorama automobilistico mondiale, attraverso quella piega ci si lancia verso il punto di sorpasso per eccellenza di Monza. Modificarla è come prendere una bomboletta fluo, un bel trabatello, e fare i baffi a qualcuno lassù sulla Cappela Sistina.
- Vorrei far notare, dalla mia insignificante ma lunga militanza tra le pieghe dell'autodromo di Monza, che si potrà anche "addomesticare" il curvone di Biassono per renderlo digeribile alle due ruote, si può fare tutto nella vita, ma poi, dopo le due di Lesmo, ci si fionda verso il Serraglio, che è un pertugio, infilato sotto l'anello sopraelevato, delimitato da due muri piuttosto robusti, e se a ogni passaggio di monoposto è bene farsi un bel segno della croce e ringraziare lassù per averla scampata, con le due ruote un rosario con Via Crucis non basterà, non basterà statene certi.
Signori che decidete, pensateci, Monza è pista per automobili, le due ruote che vadano altrove, il mondo, e l'Italia in particolare, è pieno di circuiti adatti ad ospitare motociclette. Lasciate perdere Monza, non rovinate tutto.

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