domenica 3 aprile 2016

GP Bahrain 2016: segnali di fumo dal deserto

Non è stato certo colpa di Nico Rosberg se l'ottimista Vatteri Bottas ha deciso di centrare la gemella argento di Lewis Hamilton alla prima curva del GP del Bahrain con una frenata lunga degna del peggior esordio del proprio figlio in una categoria mini di kart; e nemmeno se la power unit Ferrari della SF16H di Sebastian Vettel - in in questo caso sarebbe però più appropriato parlare di motore V6 senza ammennicoli elettrici - è esplosa senza nemmeno aspettare lo spegnersi dei semafori rossi;  e per finire neanche se Kimi Raikkonen si sia reso protagonista dell'ennesima partenza a singhiozzo auto infliggendosi da lì i secondi accumulati poi sotto la bandiera a scacchi. Lui non ne ha nessuna colpa.
Nico ha fatto semplicemente il suo, lo ha fatto bene, e ha vinto come la logica e i valori in campo hanno imposto. Niki Lauda ci ha vinto tre titoli in questo modo, lì tutti a chiamarlo ragioniere, salvo poi invertire il giudizio a eroe qualche anno dopo. Potere del tempo che passa.
Raikkonen e Hamilton hanno provato a dargli fastidio, ma lo svantaggio accumulato per il primo, e una macchina non propriamente il forma per il secondo, hanno impedito ai due di impensierire il biondino in grigio.
Preoccupante il secondo stop meccanico in casa Ferrari, bastava vedere la faccia di Arrivabene, come in trance nelle dichiarazioni immediatamente finita la gara, perché non è la rottura di turbo dello "scemo" della squadra, quello a cui ci si dimentica di infilare le ventole di raffreddamento durante la bandiera rossa, no, questo è un problema alla macchina "buona", un'esplosione in vecchio stile, alla monoposto del figliol prodigo, e lì si che son c....
Accettato come la partenza da convention aziendale abbia di fatto troncato le emozioni privando la gara di una lotta più serrata per la vittoria, guardiamo oltre il podio è lì si che c'è n'è di roba da dire. Sorprende prima di tutto la sorpresa di certi addetti i lavori nei confronti di Stoffel Vandoorne, ma questi cosa seguivano negli ultimi anni? Il belga le ha suonate a tanti, in GP2, ma anche in FR3500, e quel che ha fatto nel fine settimana d'esordio non ha fatto altro che confermare un valore già noto. Veloce e consistente, e forse la storiella che le Formula 1 di oggi siano più semplici al primo approccio non è così campata in aria. L'altra gran conferma - anche qui parlare di sorpresa sarebbe fuori luogo . è quella di Pascal Wehrlein, uno che comunque ha fatto il suo alla grande nel DTM, non alla saga del carciofo di Montefiore, e che ha avuto anche in questa gara l'immenso merito di rendere la Manor una macchina quasi "normale". Fantastico.
Val la la pena di parlare di un'altra gara a punti del collage emiliano asse Parma-Maranello marchiato Haas. Tifo per loro perché in fondo le basi della Formula 1 moderna sono stati creati nel periodi in cui ti potevi comprare tutto l'occorrente per mettere in piedi la tua squadra personale. Grandi meriti vanno anche al pilota Romain Grosjean, ma per favore, non creiamo fenomeni dove non esistono. Romain non era un pippa qualche anno fa, ma non è certo un marziano oggi.
Bella gara anche di Daniel Ricciardo, capace di trarre il massimo dalla sua Red Bull, e prova giudiziosa e consistente di Max Verstappen, forse un po' nascosto, ma decisamente efficace.
Adesso si va in Cina, con il tragicomico siparietto delle qualifiche ancora lì, a farti credere di essere molto più intelligente di tanti altri, sperando che le rosse riescano ad arrivare entrambe al traguardo.

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