GP Cina 2016: l'anno del dragone

Sarebbe interessante ipotizzare un esperimento per il prossimo GP: impedire il via a Nico Rosberg. Probabilmente ci scapperebbe comunque un podio per lui. Perché quando il tuo peggior nemico viene azzoppato già il sabato; quando l'unico che aveva dato segni di poterti impensierire viene colpito alle spalle dal proprio compagno di squadra dopo un centinaio di metri; quando chi parte meglio di te si leva di mezzo a causa di una gomma forata dopo pochi giri; lì vien da dire che uno di quegli animali squamati dai grandi occhi rossi, eruttante fiamme e mal voluto dalle stesse associazioni animaliste, ha deciso che questo è il tuo anno.
Perfetto Nico, senza la minima sbavatura, bravo e intelligente a star fuori da ogni problema. Se sono i singoli a casi a creare la regola o la regola a lasciare dietro di sé i singoli casi è opera di logica ardua, ma da qualsiasi parte la si veda sei vittorie consecutive del "figlio-di-chi-ha-vinto-un-mondiale-vincendo-un-solo-GP" sono un segno inequivocabile.
Gara che ancora una volta ha avuto alla prima curva il punto di svolta decisivo, con Raikkonnen, Vettel e Hamilton quasi fuori gioco e Rosberg libero di involarsi, approfittando anche della foratura di Daniel Ricciardo, verso la sesta vittoria di fila. Lo sconquasso di curva 1 se non altro ha avuto il merito di regalarci un gara piena di sorpassi - alcuni anche senza DRS - con Ricciardo, ma anche i due ferraristi Vettel e Raikkonen, assoluti protagonisti.
Si chiude però il terzo GP della stagione senza ancora aver capito sin in fondo se e quanto la Ferrari sia in grado di impensierire la corazzata argento Mercedes. Parecchi segnali ma manca ancora la prova decisiva, e non doveva essere necessariamente una vittoria. Ci si è resi però conto di come ancora una volta la matita di Newey abbia creato una monoposto di straordinaria - per dirla alla Vandone - efficienza aerodinamica, e di una Williams al palo nei confronti delle altre squadre di punta.
Constatando il ridimensionamento del fenomeno Grosjean/Haas - e adesso come la mettiamo con gli osannatori/denigratori estemporanei? - mi permetto una serie di considerazioni
- Caro Sergio, la partenza vista in quel di Shanghai è quanto di più classico nella storia Ferrari: si guardi Spagna 1975, quando Regazzoni spinto da Andretti mandò a picco la sua 312 T2 e quella di Lauda, ma anche il molto più recente Australia 2015 con il "recidivo" Vettel a speronare il solito Raikkonen alla prima curva. Le partenze delle corse automobilistiche sono queste, e a poco servono i proclami da politicanti.
- Caro Kimi - e qui sta scrivendo un tuo da sempre strenuo difensore - appurato che Kvyat centri poco o nulla con quanto successo alla prima curva del GP di Cina, forse anche la tua traiettoria sfilacciata e quasi indecisa in quella prima svolta è, se non colpevole, perlomeno complice del disastro alla prima curva con il tuo compagno di squadra.
- Caro Daniel, hai fatto una gran gara certo, ma lascia certe dichiarazioni autoincensanti ad altri. Sanno di pilota in cerca di considerazione, e questo non è certo il tuo caso.
- Cari tutti, qualcuno ha scritto che questo GP è stato una delle peggiori gare di Lewis Hamilton. Può darsi, ma condotta al volante di una monoposto nelle peggiori condizioni mai avuta tra le mani del pilota inglese.
E adesso però che si dia a Kimi quel che è di Kimi!

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