domenica 15 maggio 2016

GP Spagna 2016: il dio bambino

Come è solo possibile pensare di difendere la posizione di Nico Rosberg? Non dico argomentare, ma solo pensare. Decine di anni trascorsi a vedere partenze, stagioni passate ad accompagnare un figlio nei kartodromi, con stampato in mente una mossa vista come la peste da chiunque imbracci un volante: il cambio di traiettoria a un centinaio di metri da una frenata.
Nico, hai sbagliato, che poi si inizino i giochi politici per cercare di evitare la squalifica per Monaco, ma non è difendibile una manovra come quella del tedesco. Si tiri fuori la formula magica dell'incidente da corsa, una frase presa dal vocabolario da quel tale che di cognome faceva Pilato,  ma è l'etica delle corse, il senso della competizione in pista a dire questo, e nessuna commissione di commissari. Nico, l'hai fatta sporca.
E in una domenica iniziata con un botto del genere non poteva non consumarsi una situazione che ha del quasi miracoloso. Il predestinato, Max Verstappen, a vincere alla prima gara al volante di una Red Bull. Certo lo sapevano anche i muri che prima o poi la vittoria sarebbe arrivata per lui, troppi i segnali, sin dal suo anno in Formula 3, ma quello che è accaduto a Barcellona è sembrato il risultato di un volere divino.
Intendiamoci, ha corso da veterano, senza il minimo errore, ma, prima la pessima partenza di Kimi Raikkonnen - il più veloce in pista nel pomeriggio spagnolo - che ha permesso all'olandese di tenersi dietro il finlandese in giornata piuttosto positiva; poi il sopra citato big crash Classe A, B,C?, boh; e infine due strategie alquanto discutibili, una con vittima Sebastian Vettel, e la seconda con l'altra Red Bull di Daniel Ricciardo come agnello sacrificale, a levare dalle scatole chi gli era davanti. Difficile pensare a scelte errate prese a tavolino prima del via, più facile spiegarle con la scelta di differenziare a tutti i costi le strategia in squadra oltre ogni evidenza.
E così il dio bambino dell'automobilismo ha vinto il suo primo GP, il primo di una probabile lunga serie, battendo un pilota che ha lottato per un periodo con il padre e un altro con quattro titoli mondiale alle spalle.
D'accordo le Mercedes non c'erano, ma lo stesso oggi è stata una gran giornata, un GP da ricordare, e, non me ne vogliano gli uomini in grigio, pensate a come sarebbe bello il mondo senza le Mercedes.
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