GP Canada 2016: il più grande

Qualcosa non va nei mille ragionamenti post GP del Canada, qualcosa rimane poco chiaro. Se la Ferrari SF16-H era così una bella macchina in quel di Montreal, perché inventarsi una strategia che certo poteva andarti alla grande in determinate condizioni di meteo-usura gomme ma che anche senza ricorrere al senno di poi si è capito subito che sapeva tanto di squadra in affanno, e perché farlo quando grazie a una partenza da mille e una notte hai una macchina davanti a tutti, e infine perché attuarla con tutte e due le macchine in pista? C'è qualcosa che non sappiamo nel bagaglio di conoscenze a Maranello che probabilmente può dare una spiegazione, e non è certo l'ammissione di colpa di Arrivabene nel dopo gara. Le ca.z.te si fanno certo, le si fa ogni giorno in ogni settore della vita umana, ma quella compiuta dalla Ferrari nella domenica canadese sa tanto di mossa disperata ragionata ben bene.
Alla fine ha vinto il rinato - e mai morto -  Lewis Hemilton, ripresosi alla grande da feste e bagordi, anzi vien da pensare rinvigorito da feste e bagordi, prepotente ed efficace con il compagno di squadra, capace persino di trasformare in un vantaggio il fatto di aver fatto pattinare stile hot-rod le ruote in partenza.
Quasi come il compianto Muhammad Ali, a cui l'inglese ha reso omaggio dopo l'arrivo, Hamilton alla prima curva ha dato l'ennesima dimostrazione di chi è il più forte in casa Mercedes. La serie di vittorie di Nico Rosberg sta evaporando in fretta,  per volere divino o volontà e debolezze umane il capo branco sta avendo ancora la meglio. Sarà molto, molto interessante capire se e come e quando e se mai avremo un rilancio per il biondino tedesco. Questa volta potrebbe nascerne qualcosa di interessante, e non la rivalità da soap opera messa in mostra sino adesso dai due.
Chi sembra sprizzare allegria a profusione e Sebastian Vettel, certamente a conoscenza dei misteri maranelliani di cui sopra, ma anche conscio che a forza di darsi ruotate al via i due in grigio stanno dilapidando una cospicua dose di punti mondiali. E Seb sa benissimo cosa vuol dire e come fare per vincere un campionato del mondo partendo dal fondo o quasi del gruppo.
Un paio di considerazioni, anzi tre, per finire. Il ritorno a podio di Valtteri Bottas, il cui appeal in gara per il sottoscritto - parere assolutamente personale - è prossimo allo zero; la beatificazione di Verstappen Jr. da parte degli addetti ai lavori nel duello con Nico Rosberg - bravo, quasi corretto, quasi, ma con il compito facilitato dal non aver troppo da perdere rispetto al disorientato Rosberg; e l'ennesima lapidazione in pubblico da parte sempre del saccente telecronista verso la corsa di Raikkonen - poco brillante certo, ma vittima anche lui della strategia Ferrari, e sopratutto capace di tenersi dietro un osso duro come Daniel Ricciardo per cinquanta giri o quasi. O Ricciardo è diventato un pippa in due settimane e non ce ne siamo accorti? Al solito la verità  sta nel mezzo.
In conclusione ricordate le due regole sacre per vivere la Formula 1 in salute nel nostro paese: quando parla Briatore cambiate canale; e se utilizzate la tv a pagamento andate nel menu Info e settate audio originale. Vi risparmiate ore di giudizi gratuiti, retorica sportiva a fiumi, e tante c.z.tt..
E domenica sotto con l'ennesima boiata targate Tilke...

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