mercoledì 14 settembre 2016

BRP: no tu no!

La storia della BRP, British Racing Partnership, ebbe inizio nel Novembre del 1957 quando Ken Gregory, direttore del circuito di Brands Hatch, decide insieme ad Alfred Moss, socio in affari, dentista, nonché padre di Stirling Moss, di fondare una nuova scuderia da corsa.
Prospettive di grosso guadagno, con Vanwall e Aston Martin imperanti all'epoca, non sembravano essercene troppe, ma di divertirsi e mettere in gioco le loro passioni, parecchie.
Fissata la sede iniziale nella fattoria di Alfred Moss e arruolato Tony Robinson, ex meccanico di Stirling Moss, come mente e braccia ai box, la scuderia iniziò a impiegare una Cooper Formula 2 come prima monoposto. L'equazione iniziale si completò con la scelta del pilota, che ricadde su un promettente giovane, già impegnato con la Vanwall, Stuart Lewis-Evans.
Pronti? E allora via: la prima uscita della neonata entità da corsa non fu per niente male; quarto posto per Lewis-Evans nella Lavant Cup a Goodwood. A questo seguirono altri buoni piazzamenti, ma proprio quando alla fine del 1958 le cose sembravano mettersi per il meglio  per la BRP, arrivò la terribile sciagura della morte del proprio pilota Lewis-Evans a Casablanca, guidando una Vanwall durante il GP del Marocco.
Gregory e Moss non si diedero certo per vinti: per la stagione 1959 la squadra avrebbe schierato non una ma due macchine. Ivor Bueb e George Wicken sarebbero stati i piloti alla guida: il tempo dirà come il secondo venne sostituito ben presto da Chris Bristow; il primo ahimè mori anche lui in un incidente sul circuito di Clermont Ferrand.
Tenaci e impermeabili alle emozioni come tanti altri team manager dell'epoca i due soci affittarono una BRM P25 di Formula 1, progettando di farla guidare da Stirling Moss nelle occasioni in cui il pilota inglese sarebbe stato liberi da impegni con la propria squadra, quella di Rob Walker.
Dipinta del caratteristico verde pallido la BRP-BRM P25 corse in Francia e in Germania nelle mani di Stirling Moss ma la gloria finì anche in questo caso piuttosto presto dove, per il GP di Germania da corrersi sul terribile circuito dell'Avus, la vettura su pressione degli organizzatori venne affidata a Hans Hermann. A causa di un cedimento dei freni il tedesco dovette accendere ceri e ceri dopo essere sopravvissuto  a un multi capottamento che ridusse a un ammasso di rottami la P25.
Le sorti sembrarono virare al meglio quando alla fine del 1959 Gregory convince i tre fratelli William, Paul e Fabian Samego-Turner, proprietari della Yeoman Credit Ltd, a investire nell'avventura in Formula 1 della BRP. Era nato il Yeoman Credit Racing Team, impegnato in Formula 1 e in Formula 2, con la coppia Harry Schell e Chris Bristow come piloti.
Quasi troppo bello per essere vero. I sorrisi si spensero però presto quando Harry Schell ebbe un fatale incidente nelle prove dell'International Trophy a Silverstone al volante di una delle Cooper del team. La notizia non fu presa benissimo dai fratelli Samego-Turner ma le cose peggiorarono ulteriormente quando, dopo aver acquistato un'altra Cooper e ingaggiato Tony Brooks al posto dello sfortunato Schell,  durante il GP del Belgio del 1960 Chris Bristow perde la vita in un drammatico incidente.
Tre morti in meno di un anno (Bueb, Schell e Bristow). I fratelli Samego decisero di legare il nome dello Yeoman Credit Team con Reg Parnell, troncando alla fine della stagione il rapporto con la BRP.
Ken Gregory si rimboccò di nuovo le maniche per garantire la sopravvivenza della squadra. E ancora una volta ce la fece, garantendosi un accordo con la United Dominions Trust.
Problemi risolti? Nemmeno per sogno, al momento di accordarsi con Cooper per acquistare le vetture per la stagione 1961 Gregory si sentì rispondere con un "mi spiace ma non ne abbiamo". Il motivo? Ovviamente Reg Parnell e lo Yeoman Credit Team.
Ma, come si sarà intuito, Gregory non era proprio il tipo da scoraggiarsi: si rivolse allora a Colin Chapman per la fornitura delle vetture, e grazie a quest'accordo dell'ultimo momento, le monoposto BRP, nelle mani di Henry Taylor, Cliff Allison, Innes Ireland e occasionalmente anche Stirling Moss, per il biennio 1961-62 corsero senza fare troppo chiasso invero sulle piste di mezzo mondo.
Arrivò così la fine del 1962, finanziariamente la situazione per la squadra poteva dirsi accettabile, tant'è che, a dispetto della perdita dello sponsor principale e visto il no di Colin Chpman alla richiesta di fornire la propria arma letale Lotus 25 alla concorrenza,  Gregory affidò a Tony Robinson la progettazione della prima monoposto marchiata BRP: il modello 1/63.
A prima vista sembrava una copia spudorata della Lotus 24 - ci furono anche investigazioni che non portarono a nessuna conclusione - ma la 1/63 se la cavò egregiamente in quell'anno. All'esordio a Zandvoort Innes Ireland la piazzò al quarto posto nonostante un motore BRM a detta del pilota inglese "spompato" rispetto a quelli ufficiali, a questo brillante inizio seguirono un podio a Solitude in una corsa fuori campionato, e un altro quarto posto nel GP d'Italia a Monza.
Il 1964 vede la squadra di Gregory impegnarsi nella realizzazione di una nuova monoposto, la 2/64, ma la 1/63 continuò a regalare soddisfazioni a Ireland e alla BRP. A Snettterton in condizioni atmosferiche proibitiva arriva la vitoria e successivamente il team incassa un terzo posto al GP del Mediterraneo e due quinti posti nei GP di Austria e Italia.
Ma non saranno le vicende di pista a decretare la fine del progetto BRP, bensì il nascente progetto dell'Associazione Costruttori, entità costituita con lo scopo di affrontare l'escalation di spese e investimenti necessari per poter competere in Formula 1.
Quando viene presentata dalla BRP la richiesta formale di unirsi all'Associazione Costruttori,  la risposta è un no grazie. La ragione risiede nel fatto che la BRP non si costruisce da sè un numero sufficiente di componenti per essere qualificata come costruttore: una motivazione forse anche frutto di antipatie e rancori covati negli anni da parte di qualche personaggio un po' troppo importante, Gregory fa di tutto, propone di indagare sulla sua vettura durante il GP del Messico, ma nessuno si presenta per farlo.
Con Ferrari, Lotus, e BRM contro per la BRP non c'è nulla da fare. Il piccolo team esce per sempre dalla Formula 1, per lei ci sarà una parentesi oltre oceano, e poi, fine della storia.
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