Anatomia di un duello

Vediamo di battere il ferro fin che è caldo. L'argomento è quello che mi sta particolarmente a cuore: quello dell'imbarbarimento in pista - e nella sensibilità dei media - introdotto da piloti come Verstappen Jr, ma non solo.
E per dimostrare una volta per tutte come le argomentazioni con cui si sta cercando di scusare e addirittura esaltare le bassezze in pista dell'olandese siano demagogia e mancanza di conoscenza, usiamo il padre di tutti i duelli della Formula 1 moderna: quello tra Gilles Villeneuve e Renè Arnoux durante il GP di Francia del 1979.
Tutto inizia qui, a pochi giri dalla fine del GP, con la Renault Turbo di Renè Arnoux che raggiunge la Ferrari 312 T4 di Gilles Villeneuve nell'unico rettilineo di Digione. Motore turbo contro 12 cilindri aspirato, in teoria una lotta impari sul dritto. Gilles tira la staccata, Arnoux di più, e il canadese non accenna il minimo cambio di traiettoria pur vedendo negli specchietti la sagoma gialla del francese sin dall'inizio del rettilineo d'arrivo. Immaginate certe gente - ogni riferimento è puramente voluto - nella stessa situazione.






La scena si ripete il giro dopo a ruoli invertiti. Gilles si nasconde per tutto il rettilineo dietro la RE20 di Arnoux e solo all'ultimo tira una memorabile staccata a ruote fumanti. Il francese prova a resistere ma ancora gli spazi e le traiettorie denotano un rispetto e una cavalleria ignorata completamente sempre dai sopracitati buzzurri del volante.






Altro giro, altra staccala al limite, ma questa volta i toni si alzano, e la sequenza qui sotto è tra le più memorabili a memoria d'uomo. Arnoux si butta all'interno, Gilles tiene all'esterno senza modificare di un centimetro la sua traiettoria, le sue ruote fumano ma lo stesso riesce a mantenere la direzionalità. La prima curva è percorsa appaiata dai due e poi si arriva al clou di tutto il duello, ruota contro ruota, ma sempre rispettando l'avversario e lasciando lo spazio d'azione. In verità c'è una traiettoria chiusa da Villeneuve su Arnoux ma sembra più una conseguenza di una toccata che volontà del pilota. Persino nell'ultimo disperato e vincente attacco di Gilles su Arnoux, la Renault del francese non denuncia nessun tentennamento, nessuna idea malsana, semplicemente correre e lottare nel rispetto di certe regole dettate dall'infinita complessità dei circuiti cerebrali umani e per questo inesplicabili ma perfette.

















Gilles infine ha la meglio su Arnoux al traguardo, donando alle future generazioni un decalogo sul comportamento in pista.
E adesso ecco il video completo e, per favore, non tirate in ballo certe argomentazioni e certi nomi per giustificare le oscenità in pista di certi piloti che con il loro comportamento non fanno altro che pugnalare alle spalle lo spettacolo automobilistico e la lotta in pista tra piloti.


Meditate gente, meditate.

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