lunedì 24 ottobre 2016

GP USA 2016: Texas tornado

Fossi in Lewis Hamilton parlerei con lo zio Bernie per proporre il Circuit Of America di Austin  come sede fissa per ogni GP di Formula 1. Probabilmente vincerebbe i mondiali da qui sino al 2020, e magari qualcheduno anche negli anni successivi. Contro Lewis ad Austin - come d'altra parte succede da queste parti con l'altro fenomeno del motorismo sportivo Marc Marquez -  c'è stato veramente poco da  fare per tutti, compagno di squadra compreso. C'era solo da limitare i danni.
Azione in fin dei conti riuscita bene al Nico Rosberg 2016 a cui il bicchiere però questa volta è rimasto inesplicabilmente sulla sottile linea di demarcazione tra il mezzo pieno e il mezzo vuoto. Ha raccolto il massimo che poteva  contro un compagno di squadra arrembante come non mai, ma nello stesso tempo ha perso l'inerzia che poteva consegnargli il mondiale con qualche gara d'anticipo.
La sostanza comunque parla sempre di una Mercedes inarrivabile per tutti, di una Red Bull voglio ma non posso, di una Ferrari sconfitta e tornata alle vecchie logiche - perlomeno per questa gara - di pilota e valletto di corte. Ovverosia Kimi usato come cavia con un pit anticipato tanto per capire quanto poco fossero efficienti le soft montate sulla SFH-16 e poi vittima di un errore tanto umano e comprensibile quanto assurdo; e l'altro pilota. Vettel ha fatto quello che ha potuto, lo stava facendo anche meglio Kimi prima del ritiro, e più di ogni altra considerazione val la pena di vedersi i camera car dei due: impietosi nel testimoniare quanto sia scorbutica la SF16-H nei curvoni veloci e nelle ripartenze dalle curve lente. Ci sarà poi qualcuno lo stesso che parlerà di un Kimi poco motivato, ma i pregiudizi sono tali proprio perché concepiti a priori.
Daniel Ricciardo ha fatto la solita gara di straordinaria sostanza ed efficienza, al contrario di sua "giovinezza" - per usare un termine quanto mai gentile - Max Verstappen alle prese con messaggi via radio decifrati in modo sbagliato e istinto primordiale di "se non mi fate giocare porto la palla a casa", tradotta in un inutile quanto dannosa per gli altri gita a ritmo lento per alture di Austin con conseguente VSC.
A proposito della VSC: dopo la birra analcolica la più gran p.tt....a degli ultimi trent'anni. In tanti si sono lamentati, ma le lamentazioni sono nulla i confronto ai numeri e perciò eccovi i tempi dei protagonisti nell'ultimo giro della nefasta VSC:
Ham 1’54” Rosb 1’49” Rai e Vet 1’47” Sai 1’43” Mas 1’43” Alo 1’42”
Ma che roba è?!!!!
Da sottolineare la prestazione dell' Alonso ritornato furioso con una McLaren riemersa a livelli di competitività accettabili dopo lo svarione di Suzuka; la Haas a punti nella gara di casa - certo anche grazie al ko della coppia di piloti Ferrari-Red Bull; l'ennesima partenza problematica di Nico Hulkenberg che troppo spesso e troppo spesso apparentemente come vittima si ritrova nei "premi" alla prima curva; e i distacchi a fine gara, tanti secondi, troppi secondi per chi non guidava una monoposto argento, blu opaco o rossa.
La Formula 1 è questa, la sensazione è che potrebbe essere ancora peggio, e che la navicella argento stia prendendo in giro tutti quanti da tre anni a questa parte.
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