mercoledì 26 ottobre 2016

Le eccezioni a confermare la regola

Esiste un errore storico in Formula 1, errore storico in cui prima o poi ci si casca tutti quando si gioca a fare "quello che la sa più degli altri": e cioè che la Ferrari è presente al via sin dal primo GP valevole per il campionato del mondo.
Sbagliato: la Ferrari non partecipò al GP d'Inghilterra 1950, la prova inaugurale del primo campionato etichettato come Campionato del mondo di Formula 1. Le ragioni sono avvolte in una sorta di bolla trasparente di mistero, visto che pare sia stato Ferrari in persona a decidere che era più importante far debuttare la nuova 166F2/50 nella gara di Formula 2 da disputarsi a Mons, piuttosto che prendere una batosta dalle Alfa sull'iper veloce catino inglese utilizzando la 375, non ancora pronta per gareggiare. Certo chiarito questo equivoco la casa di Maranello può senz'altro dirsi una presenza costante nel mondo dei GP, ma a ben vedere le eccezioni non si limitano a quel GP d'Inghilterra.
Dunque, snoccioliamole una per una. Ecco quindi le altre anomalie a una delle regole auree dell'intera Formula 1:

1960: GP USA. Ferrari non spedisce nemmeno le vetture. I motivi pare siano da ricondurre al fatto che questo fosse l'ultimo GP prima di un importante cambio regolamentare unito a un problema nella spedizione del materiale. 

1961: GP USA. Ancora USA. Bisogna pensare a quello che successe a Monza, la gara precedente, la tragedia di Von Trips, il titolo assegnato a Phil Hill, e di conseguenza nessuna voglia di attraversare l'oceano per la squadra di Maranello. 

1962: GP Francia, GP USA, GP Sud Africa
1966: GP Inghilterra
Perché questi GP raggruppati? Perché per tutte queste gare il motivo va ricercato nello sciopero degli operai del settore metalmeccanico. Potere dei sindacati. 

1966: GP Messico. Il 1966 è l'anno del divorzio da Surtess, un anno per la casa di Maranello distrutto da lotte interne, il Messico era poi l'ultima corsa, il campionato era già deciso e per ultimo ci furono le dimissioni del team manager Dragoni.

1967: GP Sud Africa. Qui sembra proprio una tipica faccenda nostrana: se non sciopero, un parente stretto. Quell'anno il GP del Sud Africa si disputò il 2 gennaio. La motivazione ufficiale pare la mancanza di preparazione della nuovo monoposto, ma tutti i team in quella occasione schierarono monoposto dell'anno prima. Mah...

1968: GP Monaco. E' passato solo un anno dalla morte di Lorenzo Bandini. Enzo Ferrari decide di non partecipare criticando le misere condizioni di sicurezza del tracciato monegasco.

1969: GP Germania. Chris Amon ha appena lasciato la squadra dopo il GP di Germania. La scuderia di Maranello si trova senza un pilota con cui affrontare il circuito del Nurburgring.

1973: GP Olanda, GP Germania. La 312B3 è una macchina terribile. Tanto terribile che in Ferrari si decide di saltare due gare per migliorare la competitività della monoposto. I risultato si vedranno qualche anno dopo.

1976: GP Austria. E' la gara successiva all'incidente di Lauda al Nurbrugring. Un misto di emozioni, risentimento verso la Federazione Internazionale, irrazionalità, induce Ferrari a ritirare le proprie vetture dalla gara austriaca. 

1982: GP Belgio. Gilles Villeneuve muore durante le qualifiche del sabato. In questo caso è solo emozione, il dolore per aver perso un pilota a cui - per errore come probabilmente avrà anche pensato - Ferrari si era legato anche umanamente. 

1982: GP Svizzera. In una stagione "disperata" come la 1982 non poteva mancare l'infortunio alla schiena a impedire a Patrick Tambay - unico pilota della scuderia - di presentarsi al via del GP.

Manca qualcosa? Credo di no. Come si vede eccezioni ce ne sono state, ma proprio perché eccezioni in fondo servono solo a rafforzare la regola. La regola aurea delle storie automobilistiche, quella che definisce la Ferrari semplicemente come la stessa Formula 1.
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