Conto alla rovescia

Che stiano dominando in lungo e in largo la Formula 1 da tre anni a questa parte lo sanno anche i muri dei bagni del supermercato, che sappiano fare le automobili lo sa anche la massaia di Voghera, o Como, o Avellino, fate voi, ma certi risultati si ottengono con grandi mezzi ma anche con grande determinazione e applicazione, nonché cura minima e maniacale di ogni dettaglio. Se non pensate che nell'automobilismo si vince, anzi stravince, cosi, allora non meravigliatevi di perdere a Monopoli il pomeriggio di Natale con il cugino che più vi sta sulle palle.
Le armate Mercedes hanno "terrorizzato" le piste di mezzo mondo sin dagli inizi del secolo scorso, sfoggiando spiegamenti di mezzi e uomini al di sopra delle possibilità di ogni avversario. Ma l'applicazione non necessita ne di soldi ne di mezzi esagerati.
Un esempio? Il semaforo come segnale di partenza venne introdotto  in occasione del GP di Germania del 1935, almeno cosi dicono le fonti storiche, ma Alfred Neubauer, leggendario team manager Mercedes per mezzo secolo o quasi, non poneva troppa fiducia in quell'aggeggio apparentemente fuori dal controllo umano. Cosi i suoi piloti per qualche tempo dovettero seguire un'anomala procedura di partenza dettata da un criterio semplice ma ai più di origine sconosciuta.
In pratica Neubauer iniziava un count down sulla linea di partenza alla vista dei propri piloti. Non appena le dieci dita delle mani venivano mostrate sopra la propria testa, i piloti sapevano che potevano inserire la prima marcia perché meno di dieci secondi sarebbe trascorsi prima del segnale di partenza da parte del semaforo.
Inutile dire che dopo poco tempo il segnale di partenza non divenne più il semaforo ma le dita di Alfred Neubauer.

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