domenica 4 dicembre 2016

Cosa resterà del 2016: parte 2

Tocca ritornare su uno dei punti esposti nella prima parte di questo doppio post, perché è scoppiato un botto, di quelli potenti, e il protagonista di questo botto è niente meno che Nico Rosberg, il campione del mondo 2016. Il suo ritiro improvviso è stata una di quelle notizie che fanno parlare di Formula 1 anche l"Osservatore romano". Tutti, ma proprio tutti hanno voluto dire la loro, elargendo retorica e demagogia a ogni livello, si è persino scomodata la figura eroica per una decisione del tutto personale ... per non parlare poi della frenesia per la conquista del posto rimasto vacante in Mercedes. Quindi proseguiamo:

4 bis) Il ritiro improvviso di Nico Rosberg: è ovviamente da rispettare in pieno la decisione di Nico dal punto di vista personale, nessuno può permettersi di criticare certe scelte di vita, al massimo forse consigliare, prima, ma dal punto vista sportivo la mossa di Rosberg è una chiara ammissione di aver fatto il colpo grosso, di non aver ancora capito bene come essere riuscito nell'impresa, e di essere certo di non poterlo più fare. In pratica è una dichiarazione di inferiorità nel confronto di Lewis Hamilton. Poi che tutti ci ricamino la storia che preferisce, condirla con la storia del campione che all'apice del successo decide di lasciare perché ha raggiunto tutto quello che poteva raggiungere... può darsi, ma la prova del vero campione è sempre stata quella di riconfermarsi campione. Giusto per combattere retorica con retorica...
5) Il big bang Max Verstappen: quanto mi ha fatto penare questo ragazzo, quanti improperi e invettive contro le sue manovre oltre quelle leggi non scritte tra piloti che proprio perché non formalizzate sono le più forti e reali. Max è veloce, tanto, deciso, irriverente, è arrivato sparato dalla Formula 3 libero da paure e imposizioni, è coccolato da mamma Red Bull che sta incentrando tutto il suo presente e una fetta di futuro attorno a lui, spostando pedine di conseguenza solo per esaltare la sua carriera. Ha sfruttato alla perfezione le sue forze e nascosto le sue debolezze, ha litigato con metà griglia, ma i risultati sono stati dalla sua. In Brasile e ad Abu Dhabi le sue gare capolavoro, dove ha finalmente associato alla sua innegabile decisione e velocità il rispetto per l'avversario. I duelli a Interlagos con Sergio Perez e ad Abu Dhabi con Rosberg mi hanno ridato la speranza di trovare in lui un pilota completo, colui che sarà il migliore dei prossimo decennio.
6) La macchina quasi perfetta W07: la terza declinazione ibrida delle Formula 1 marchiate Mercedes ha devastato la concorrenza lasciando un paio di vittorie sono in quei rari casi in cui i suoi due piloti hanno deciso di levarsi dai piedi per vicissitudine meccaniche o per odio reciproco. Il divario che quella vettura ha avuto sulle altre macchine è difficilmente quantificabile ma oserei dire che non scende sotto il secondo e mezzo, in ogni pista o condizione. Vederla nelle stradine di Montecarlo o nel passaggio a basso carico della variante Ascari di Monza ti da sempre la stessa impressione di equilibrio magico e quasi innaturale. C'è poco da dire, non solo motore, e complimenti agli inventori e assemblatori dell'ammazza campionati in grigio.
7) La quasi normalità Manor: eravamo abituati a una Manor ex Virgin distante manciate di secondi al giro dalla zone normalità, l'adozione del motore Mercedes e anche l'ingaggio di piloti all'altezza - Wehrlein ma anche il nuovo entrato Ocon e perché no Aryanto - ha portato la Manor ha giocarsi regolarmente l'ingresso in Q2 al sabato e a vedere la zone punti come un obiettivo reale e non una chimera irraggiungibile. Potenza del motore Mercedes?
8) Il purgatorio Toro Rosso: Scoot Speed, Da Costa, Alguersuari, Buemi, e tutti quelli che mi sto dimenticando. La squadra anglo emiliana, costola della sorella maggiore Red Bull, è si fucina di talenti ma da questa fucina tanti ne sono usciti e ne escono irrimediabilmente bruciati. Il 2016 è stato testimone della prima retrocessione nella storia della filiera da corsa dei bibitari: protagonista in negativo il russo Kvyat resosi colpevole di un inizio di stagione da incubo culminato con il disastroso GP di Russia, assoluto beneficiario invece il nuovo che avanza,  quel Max Verstappen che in pochi mesi si è preso il palcoscenico mondiale. In mezzo Sainz Jr, non promosso come il compagno di squadra di inizio stagione e nemmeno bocciato come quello di fine.

E adesso vediamo se dopo il solito imbucato Valentino Rossi qualcuno avrà anche il coraggio di nominare Messi o Cristiano Ronaldo come candidato per il sedile Mercedes orfano di Nico Rosberg.
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