venerdì 20 gennaio 2017

Il brigante buono

Nato agli inizi del diciannovesimo secolo in quella terra marchigiana martoriata dal recente terremoto, Luigi Fagioli da Osimo cresce in un agiatezza non esagerata ma che gli permette di godere e apprezzare certi aspetti per cosi dire futili dell'esistenza terrena. Cosi, dopo aver terminato senza troppe esaltazioni gli studi, decide di privilegiare la passione a ogni ragione e inizia a correre in automobile nel 1926 al volante di una Salmson di 1.1 litri nelle locali gare in salita e per vetture sport.
Dotato di passione, adeguata fortuna in terra, ma anche talento, il giovane Fagioli attrae l'attenzione dei fratelli Maserati i quali nel 1928 gli affidano una delle proprie vetture. Per il corpulento e focoso pilota marchigiano è il sigillo alla suo ingresso nel feroce mondo dell'automobilismo sportivo di inizio novecento. E da quel momento saranno gli altri a preoccuparsi della sua "ferocia".
Curiosamente soprannominato come il "Brigante degli Abruzzi" nel 1930 diventa pilota ufficiale per la Maserati e da subito lascia il segno vincendo la Coppa Ciano e il Circuito di Avellino.Il 1931 è l'anno del gran duello con Chiron e la sua Bugatti Type 51 a Montecarlo, duello vinto dal francese, duello replicato qualche mese dopo a Monza e stavolta con esito opposto. Fagioli vince nel parco brianzolo battendo non solo Louis Chiron ma anche Achille Varzi e Tazio Nuvolari.
Nel 1933 avviene il gran divorzio tra Tazio Nuvolari e la Scuderia Ferrari, ed è questa separazione che a metà stagione catapulta Luigi come prima guida per la Scuderia dell'irascibile Enzo. L'Alfa Romeo fornisce le nuovissime P3 tipo B e supporto tecnico a iosa alla Scuderia Ferrari pur di sconfiggere il traditore Nuvolari passato alla Maserati, e Fagioli non ci mette molto a regalare soddisfazioni alla case del biscione. Il 15 agosto si aggiudica la Coppa Acerbo sul circuito di Pescara approfittando di una sosta al box proprio della Maserati di Nuvolari; cinque giorni dopo vince anche il Gran Prix de Comminges. La settimana dopo ci si sposta a Miramas per il Grand Prix di Marsiglia, e anche li la lotta e con la Maserati di Nuvolari e anche li Nuvolari è costretto al ritiro quando è davanti a tutti. La vittoria però sfuma per il marchigiano quando all'apice di una lotta con Chiron si vede costretto a un rifornimento di benzina nelle ultima fasi di gara.
La lotta tra i tre si ripete epica e dura come deve essere per assurgere a leggenda in occasione del GP d'Italia a Monza. A Nuvolari, Fagioli e Chiron questa volta si aggiunge Piero Taruffi. Vince Fagioli dopo 16 cambi di leader in gara, la solita sosta malandrina per Nuvolari a causa di una gomma "bruciata", ma soprattutto l'ombra tragica della morte di Campari, Borzacchini e Czaykowski in una delle domeniche più nere di tutta la storia dell'automobilismo.
La combattutissima stagione si chiude in Spagna dove Nuvolari rimonta furiosamente dall'ultima fila sino a prendere il comando della corsa e dove lo straripante mantovano finisce fuori strada scivolando sulla strada umida e regalando la vittoria a Chiron che precede il solito Fagioli.
Nell'inverno Luigi Fagioli firma per la Mercedes per guidare una delle magnifiche W125 ma il 1934 per Luigi si apre con un ritiro all'Avus a causa di un problema alla pompa della benzina.
Fossero solo alla pompa della benzina i problemi per Fagioli...
Comunque sia - a parte il romantico aneddoto legato alla nascita della leggenda delle frecce d'argento per via della rimozione della vernice dalle vetture di Stoccarda per risparmiare sul peso - l'Eifelrennen del 1934 chiarisce da subito quanto si dimostrerà complicata la convivenza tra l'irruento marchigiano e Alfred Neubauer.
Fagioli balza al comando delle corsa sin da subito davanti a von Brauchitsch, Stuck e Chiron. Gara finita? Nemmeno per sogno perché l'altrettanto esuberante Neubauer fa esporre al primo passaggio a Fagioli il cartello di lasciare passare il compagno von Brauchitsch. Il marchigiano bolle di rabbia per tutti i successivi 22 chilometri dell'anello nord, per poi non fare nulla sino al primo rifornimento, cioè circa a metà gara.
Ma li apriti cielo: un confronto tra due caratteri simili e decisi come quelli di Neubauer e Fagioli non può che risolversi in uno dei "migliori" litigi ai box mai visti. Volano parole pesanti - e qualche attrezzo; Fagioli rientra in pista ma per protesta a un giro dalla fine parcheggia la sua vettura ai bordi del tracciato tedesco non terminando la gara.

Il marchigiano a fine stagione si prende la rivincita in occasione del GP di Spagna. Con Caracciola al comando davanti a Fagioli e nessun avversario in grado di minare il dominio Mercedes, Neubauer fa esporre un altro dei suoi cartelli, questa volta con l'ordine di mantenere le posizioni. Fagioli "non vede il cartello": il marchigiano aumenta il ritmo sino a raggiungere e superare lo stranito Caracciola. Risultato? Vittoria per Luigi Fagioli e sgarbo dell'Eifellrennen rimandato al mittente.
Ma queste frizioni all'interno del team non portano benefici a nessuno e a questo si aggiunge una fastidiosa forma di reumatismi che mina l'integrità fisica di Fagioli. Il 1935 vede la rivalità con Caracciola inasprirsi ulteriormente ma vede anche Fagioli vincitore a Monaco, all'Avus, e a Penya Rhin. La lotta interna con Caracciola, con i due passati nelle fila dell'Auto Union, culmina nel GP di Tripoli del 1936 con un'altra lite ai box clamorosa in cui Fagioli si scaglia contro il rivale brandendo un martello.
I malanni fisici stanno sempre più condizionando le eccezionali capacità di guida di Fagioli  e paradossalmente arriva la seconda guerra mondiale a prolungare in qualche modo la carriera automobilistica del marchigiano.
Ristabilitosi almeno in parte dai malanni a 52 anni è nella squadra Alfa Romeo nel primo campionato del mondo di Formula 1 sfiorando la vittoria e chiudendo al terzo posto nella classifica finale. Nel 1951 ha anche l'immensa soddisfazione di vincere il GP di Francia in coabitazione con Juan Manuel Fangio, diventando così il pilota più anziano ad essersi aggiudicato un GP di Formula 1.
La sua infinita carriera insieme alla sua vita si interrompe nel 1952 a causa di un brutto incidente mentre provava una Lancia per una gara turismo sul circuito di Montecarlo. Quello che sembrava un incidente dalle conseguenze limitate rivelò complicazioni inaspettate e tragiche per il fisico provato da mille battaglie di Luigi Fagioli.
Forse non sarà mai ricordato come Nuvolari o Varzi, di lui non verrà mai lodato lo stile impeccabile del varesino o il coraggio sovrumano del Tazio nazionale, ma Luigi Fagioli da Osimo lottando e vincendo contro di loro ha rappresentato per tanti anni la perfetta sintesi umana di queste caratteristiche.
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