martedì 7 febbraio 2017

Sinfonia in rosso. Parte 24: dimenticare Lauda

L''11 novembre 1977, con le ferite del divorzio con Lauda ancora aperte, viene presentata alla stampa la monoposto che difenderà il colore rosso per la stagione entrante di Formula 1.
Enzo Ferrari dice:
- Con l'arrivo della 312 T3 si conclude un ciclo di quattro anni che ha visto le nostre macchine al vertice. Dalla prossima stagione si aprirà un nuovo periodo che lo credo sarà molto. Abbiamo due piloti nel quali è riposta la nostra fiducia. Reutemann che dovrebbe essersi svincolato da certe sudditanze psicologiche e Villeneuve che crediamo un talento potenziale.
La T3 viene sviluppata in gran parte nella galleria del vento di Pininfarina e della FIAT. Cambio trasversale e motore 12 cilindri, arrivato a 510 CV, sono un seguito rispetto all'anno precedente. Mauro Forghieri, molto lungimirante, progetta una vettura modulare per consentire la sostituzione rapida delle parti eventualmente danneggiate in caso d'incidente. Sarà una caratteristica utile in quell'anno. Viene annunciato la rescissione del contratto con la Goodyear e l'inizio della collaborazione con la Michelin. Nel 1978 la Ferrari utilizzerà i pneumatici radiali della casa francese. Questo comporta modifiche sul fronte delle sospensioni e sui valori di convergenza delle ruote. La particolare forma delle fiancate genera un discreto effetto deportante; niente in confronto a quello che riuscirà a sviluppare il “mostro” Lotus 79.
A ben vedere più che una perdente la 312 T3 sarà una vincente mancata, perché in fondo solo una macchina si rivelerà superiore a lei.
Sul fronte piloti prima guida viene eletto l'esperto Carlos Reutemann. Su di lui convergono le speranze di rivincita nei confronti dell'"odiato" Niki Lauda, e l'argentino sembra non smuoversi troppo:
- Tutti noi piloti sappiamo che ad un certo punto conta soltanto vincere. Se vinci, non conta altro. Non conta se sei alto o magro, bello o brutto, se hai commesso errori, se ti sei preparato al meglio o male. Vale solo il risultato nel nostro ambiente, una legge impietosa ma chiara. Al momento del via, tutte le spinte emotive si dimenticano, lo, la macchina, la pista e gli avversari. Penso di far bene, sarei deluso se non fosse così.
Al suo fianco Gilles Villeneuve che dopo nemmeno due GP è già sotto esame e la sua presenza in seno alla squadra più prestigiosa del mondiale suscita perplessità da più parti. Le lotte vittoriose in Formula Atlantic sono un lontano ricordo, l'impatto con la Formula 1 e la Ferrari è stata quanto di più traumatico. Enzo Ferrari lo difende a spada tratta, e questo per lui è il miglior scudo contro tutte le critiche.
- Ho voluto Gilles Villeneuve in squadra per il suo talento che mi è stato sottolineato da molti. E' ancora troppo presto per giudicarlo. E' stato sfortunato e sono convinto che abbia i numeri per farcela.
La struttura organizzativa della Ferrari cambia. I responsabili dell'attività sono cinque: Mauro Forghieri (direttore tecnico); Piero Ferrari (direzione organizzativa); Antonio Tomaini (preparazioni e partecipazioni); Claudio Degoli (segretario logistico-amministrativo) e Marco Piccinini (relazioni con la stampa). Sparisce Roberto Nosetto, oggetto di feroci critiche da parte di Niki Lauda (Nosetto viene destinato ad altri incarichi nell'ambito dell'Associazione costruttori in rappresentanza di Enzo Ferrari), mentre Forghieri torna ufficialmente in primo piano. Al posto di Nosetto si affaccia Marco Piccinini, un uomo che avrà molto peso nelle vicende Ferrari nel successivo decennio.
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