Sinfonia in rosso. Parte 27: sogno di una notte di mezza estate

Anche in occasione del GP di Spagna 1978 l’impressione è quella di essere di fronte, nelle forme ma soprattutto nella sostanza, a una monoposto di un ordine superiore mischiata con macchine di altre categorie. La prima fila è tutta Lotus: Mario Andretti e Ronnie Peterson domano il tortuoso circuito di Jarama con facilità disarmante, dietro di loro il solo Carlos Reutemann sembra dare segni di poter infastidire la corsa del modello 79 ma il caldo e il mezzo secondo e più di distacco rimediato in qualifica lasciano poche speranze.
E infatti la gara per le due rosse sarà un calvario, popolato di innumerevoli soste ai box. Alla fine Villeneuve si classificherà ottavo a un giro dal vincitore, mentre per Reutemann ci sarà anche un bello spavento quando, uscito di strada a causa della polvere in pista, si ritroverà con la sua Ferrari a cavalcioni di un guard-rail.
Campionato finito? E' quello che si chiedono in molti, ma a dare una "speranza" a chi vorrebbe una lotta per il titolo piloti perlomeno sino a fine estate arrivano quelli della Brabham che si presentano belli e sereni ad Anderstorp, per il GP di Svezia, con montato al posteriore della BT46 un enorme ventilatore. La ragione ufficiale è per raffreddare al meglio il 12 cilindri Alfa Romeo, al che la domanda che un po' tutti si pongono è: ma quanto deve scaldare 'sto motore Alfa Romeo per aver bisogno di un ventilatore simile? In realtà Gordon Murray trae ispirazione dalla Chaparral di qualche anno prima che pensò di utilizzare un ventilatore per aspirare aria dal fondo della macchina e sigillarla al suolo. Idea semplice no?
Delle polemiche che ne seguirono non sono queste pagine il luogo adatto per elencarle, vi basti sapere che dopo il GP svedese il sistema venne messo al bando dalla Federazione, ma ciò non impedì a Lauda di aggiudicarsi la corsa proprio sfruttando la magia prodotto da quel dispositivo. Persino Andretti e la sua Lotus 79 dovettero arrendersi di fronte all'efficienza della Brabham Alfa così modificata, ma motivi di sicurezza fecero sì che il capitolo ventilatori in Formula 1 si riducesse a quel singolo GP.
Per le Ferrari anche in quell'occasione poco o nulla. Anderstorp si conferma circuito difficile per le rosse, gomme francesi o no, e per i due piloti. La Ferrari non va, i problemi sono quelli consueti una volta che si arriva sul circuito svedese: assetto e gomme che non ne vogliono sapere di andare in temperatura.
Villeneuve finisce nono, subito prima del compagno di squadra. L'atmosfera ai box non è delle più distese, il mercato piloti è in pieno fermento e i due della Ferrari non sembrano poter dormire sonni troppo tranquilli. Reutemann dichiara:
- Ho fatto il possibile, ma la vettura non andava assolutamente. Forse è meglio che ci lasciate in pace in modo da poter discutere i nostri problemi e vedere le soluzioni giuste.
A Le Castellet, per il GP di Francia, la Brabham dismette il ventilatore e le Lotus hanno di nuovo campo libero. Vola ancora il cappellino nero di Chapam sulla linea del traguardo e gli altri stanno a guardare, Ferrari compresa. La gara della rosse è ancora una tormentata sequenza di cambi gomme tale da farti pensare a test in corsa; per Reutemann le soste ai box saranno addirittura cinque. Il gran caldo mette a dura prova meccaniche e piloti, ma alla fine è sempre una macchina nera a finire davanti alle altre.
Le voci che lo vogliono sostituito da Jody Scheckter a fine stagione si fanno sempre più insistenti ma Carlos Reutemann e la Ferrari quando meno te lo aspetti hanno un sussulto d'orgoglio. Quasi a confermare le sue bizze caratteriali, sui saliscendi Brands Hatch l'argentino confeziona una gara capolavoro, con un sorpasso negli ultimi giri a Niki Lauda che suscita sentimenti di rivincita in quella parte di opinione pubblica italiana diventata ostile al pilota austriaco. Certo, ad aiutare, e non poco, Reutemann ci si mettono di mezzo i problemi tecnici a cui vanno incontro le Lotus ma in un momento come quello dell'estate 1978 per la casa di Maranello conviene non andare troppo per il sottile e raccogliere tutto il buono che viene.
- E' una vittoria di due Case, la Ferrari e la Michelin, - commenta Mauro Forghieri - che negli ultimi tempi hanno lavorato a ritmo frenetico per superare un momento difficile. E' un successo che ricompensa tecnici, meccanici, ma soprattutto Reutemann, che negli ultimi mesi aveva dovuto Ingoiare bocconi amari. Carlos è stato stupendo, ha fatto una delle corse più belle della sua carriera. Lui è fatto così, bisogna lasciarlo stare, rende molto di più.

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