GP Belgio 2017: la foresta incantata

Nonostante lo sguardo teso e nervoso a fine gara, le lamentele su Safety Car e sulle decisioni al proprio box, la tensione mostrata prima del podio, credo che Lewis Hamilton si sia divertito parecchio in quel di Spa, dal venerdì alla domenica, alla guida di un mostro Mercedes talmente efficace da sconfiggere leggi dell'aerodinamica e fisica, DRS compreso. Ha eguagliato il record di pole di Schumacher e ridotto lo svantaggio in classifica nei confronti di Vettel, ha guidato in modo divino e nemmeno una SC a una manciata di giri dalla fine, con gran mescolamento di mescole, gli ha rovinato i piani. Ha controllato senza mai lasciare avvicinare troppo la SF70H di Seb e ha chiuso il week end belga nel migliore dei modi. Che poi la Ferrari fosse più veloce della sua Mercedes, avrei i miei dubbi.... quel che è certo è che con le F1 2017 i curvoni di Spa rappresentano una vera tortura per l'inseguitore di turno, o hai un paio di secondi in saccoccia, o passare diventa complicato.
Da parte sua Sebastian Vettel ci ha provato sino alla fine, ma da Spa si torna a casa con la sensazione, in parte positiva, un poco fastidiosa, che nonostante tutto il missile grigio anche se sempre rimasto a vista in realtà non sia mai stato raggiungibile per tutto il fine settimana. Ovviamente quello di Hamilton perché Bottas non è sembrato mai a suo agio nella foresta delle Ardenne. Una delle sue tipiche giornate no.
Chiude il podio un grandissimo Daniel Ricciardo, fiducioso sin dal sabato nella gestione gomme in gara della sua Red Bull, e capace di sfruttare le disavventure altrui, nella fattispecie il ritiro di Verstappen e la penalità di 10 secondi inflitta alla seconda Ferrari.
Quasi da dimenticare - a parte il colpo da maestro ai danni del connazionale della Mercedes - la domenica di Kimi Raikkonen, alle prese prima con una vibrazione perenne, iniziata con un tempismo "perfetto" il sabato alla 14.00 e mai risolta sino alla domenica pomeriggio, e poi colpito da una penalità per aver tenuto giù il piede in regime delle bandiere gialle. Da dementi equiparare la sterzata di Vettel a Baku contro Hamilton e la passeggiata in rettilineo di Kimi a Spa sotto bandiere gialle. Da veri imbecilli.
Detto del solito pomeriggio bestiale di Fernando Alonso, anche nel suo caso iniziato dal giorno prima, condito da certi team radio magari divertenti ma che non sembrano il miglior biglietto da visita nei confronti di un team manager con l'intenzione di ingaggiare un pilota così, veloce ma terribilmente rognoso - ed è un eufemismo - da gestire; della domenica da teppisti del duo Force India, Ocon e Perez, sempre pronti a suonarsele e protagonisti di un paio di manovre nella discesa verso l'Eau Rouge - vabbè la prima in parte scusabile, si era al via, ma la seconda no - da ritiro patente o licenza o quello che volete voi; si va a Monza dove anche la Ferrari porterà qualche novità di motore, ma dove battere la Mercedes sarà molto, molto, complicato.

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