GP Italia 2017: lo strappo

Bastassero le urla, i cori, gli striscioni, gli sfotto, la passione, un colore unico trascinato sulle tribune, per rendere competitiva una monoposto di Formula 1, beh, la Ferrari avrebbe vinto tutti i campionati del mondo dal 1950 a oggi. Purtroppo però, o per fortuna, ci vuole altro, che in un estremo concetto di semplicità e verità si pronuncia "velocità". La Ferrari a Monza non ne aveva, la Mercedes ne ha avuto di più e in modo quasi imbarazzante.
Uno splendido e invincibile Hamilton alla guida del suo stradivari W08 ha dominato in modo sontuoso, incalzato e scortato al compagno Bottas. Non c'è stato nulla da fare per la Ferrari del pur volenteroso Vettel che comunque va a podio e salva la giornata anche se perde la testa del mondiale e la paura è che riprenderla darà dura.
Vagare tra le Lesmo e l'Ascari in quello che poteva essere un piccola enclave rossa nel regno Mercedes dei lunghi rettilinei di Monza ha detto che nemmeno lì le rosse sembravano andare. Devastante invece il ritmo delle Mercedes, giro dopo giro, come se i chilometri sulle loro gomme depositassero nuova gomma al posto di consumarla. Al di là dell'opaca prova di Raikkonen la lezione presa dalla Ferrari a Monza è di quelle che potrebbero lasciare il segno. Lo dimostrano il cambiamento del tono delle parole di Marchionne prima e dopo le qualifiche-gara di Monza. A Maranello sapevano che sarebbe stata difficile ma non in questi termini, qualcosa non è andato come doveva. E ciò è decisamente preoccupante. Speriamo in Singapore e in qualche ulteriore sviluppo sulla improvvisamente invecchiata e rugosa SF70H.
Ai piedi del podio finisce un gran Ricciardo che di strategia perfetta - e mescole Pirelli compiacenti vien da dire - costruisce una gran bella rimonta. Bella anche la gara del duo Stroll, Ocon, con il secondo in fondo conferma di quanto buono già mostrato in altra occasioni, mentre il primo decisamente autore di grandi qualifiche e altrettanta convincente gara. Male ancora il disperso Verstappen, troppo nervoso, con addosso la paura che qualcosa che sembrava logico e naturale adesso gli stia sfuggendo di mano. In Red Bull dovrebbero riflettere un attimo, perché sta a loro mettere nelle migliori condizioni un talento spaventoso come Max.
Due parole sul sorpasso di Ricciardo su Raikkonen: bollato con aggettivo fantasmagorici da tanti. Mi vien da dire sia più che altro merito di Kimi, infinitamente saggio nel lasciar passare l'esagitato Daniel, ben sapendo che tanto se non fosse stato in quel punto il sorpasso ci sarebbe stato la curva successiva. Troppa la differenza a livello gomme tra i due. Ma a tanta gente piace dar retta agli urletti isterici e la saggezza di Kimi e le sue regole di ingaggio sono patrimonio dell'automobilismo che non c'è più. Adesso meglio Ricciardo che si butta in frenata come se non ci fosse un domani confidando solo ed esclusivamente in un gioco di sponda e nel buon senso altrui.

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