Sinfonia in rosso. Parte 28: il primo podio di Gilles

La vittoria in Inghilterra è però solo un fuoco di paglia. In Germania, nei bosco ultraveloce di Hockenheim, la Ferrari ritorna a essere la solita incompiuta. Scheckter è dato per certo alla Ferrari nel 1979, ha firmato da pochi giorni, rimane solo da decidere chi dei due piloti dovrà lasciare il proprio abitacolo al pilota sud africano. Tutti gli indizi portano a Gilles Villeneuve, a meno che...
Le qualifiche per Reutemann e il canadese sono un disastro. Certo nessuno alla vigilia osava sperare di stare davanti alle Lotus ma la dodicesima posizione di Reutemann e la quindicesima di Villeneuve rappresentano il peggior risultato in qualifica dell'intera stagione.
- A Brands Hatch. pur partendo nelle file di rincalzo, date le caratteristiche del circuito potevamo sperare in un recupero, come poi c'è stato. Ma qui. su una pista cosi veloce le possibilità sono quasi nulle. Dovrebbero proprio rompere tutti per arrivare fra i primi. Sono le parole disilluse di Mauro Forghieri.
E come pensare che abbia torto? Poco prima del via Reutemann deve passare al muletto perché sente la sua monoposto non andare come dovrebbe; non servirà a molto. Questa volta non saranno le gomme a tormentare la giornata dei due ferraristi ma il caldo che, sotto forma di pompa della benzina surriscaldata, rende un tormento girare in pista. Reutemann si ferma addirittura ai box facendosi buttare acqua sul motore, ma finisce poi per ritirarsi. Villeneuve alle prese con lo stesso problema tiene duro sino in fondo ma non va oltre un ottavo posto.
Il canadese dopo l'inizio di stagione pieno zeppo di incidenti sembra però ora più tranquillo, certo una tranquillità che non lascia ancora spazio a risultati ma a Maranello seguono i suoi progressi interessati. Nei test il suo lavoro diventa sempre più prezioso, anche i meccanici iniziano a capirne le potenzialità.
A proseguire in questa progressione a Zeltweg, in un GP d'Austria pieno di acqua, incidenti, e con una pista al limite della praticabilità, Gilles Villeneuve sale per la prima volta sul podio. E' un podio significativo perché sul gradino più alto c'è un altro pilota che si esalta in certe condizioni precarie: Ronnie Peterson. E quella in Austria 1978 sarà l'ultima vittoria del pilota svedese. E’ un podio significativo perché Gilles dimostra maturità e velocità riuscendo a gestire la macchina sia condizioni da bagnato estremo sia durante il passaggio a pista asciutta, a differenza di Carlos Reutemann che, dopo aver anche comandato la gara, si perde tra le colline austriache in una sequenza di uscite di pista.
La stagione della scuderia di Maranelo però non decolla, e alla fine mai decollerà. A Zandvoort, per il GP d'Olanda, mentre Andretti e la Lotus compiono il passo definitivo verso la conquista del campionato, la Ferrari fa quello che può. E lo fa ancora una volta con Gilles Villeneuve che riesce a prendersi un punto mondiale ed arrivare davanti al compagno di squadra.
Alla vigilia del GP d'Italia Villeneuve appare tranquillo e si lascia andare a un primo bilancio della prima stagione alla corte del grande vecchio:
- E' stato un anno importante, direi basilare per la mia carriera di pilota in quanto all'inizio della stagione ero uno nuovo del "circo" della Formula 1. Con la Ferrari ho potuto inserirmi nel migliore dei modi, ho imparato molto, ho potuto conoscere i vari tracciati e questo è già un lato positivo. Poi, in una squadra come quella italiana, che svolge innumerevoli test, ho avuto la possibilità di acquisire esperienza sia con le gomme che con gli assetti. In poche parole, sono diventato più pilota rispetto allo scorso anno. Tutti facciamo errori. Il pilota migliore è quello che sbaglia meno Non penso di averne tanti sulla coscienza. Per me uno sbaglia solo quando stacca a cinquanta metri anziché a cento, oppure quando non riesce a inserire una marcia. Quello di Long Beach non lo considero un errore perché se ero solo non sarei uscito di pista. Ho solo tentato di superare Regazzoni e ce l'avrei fatta se Clay mi avesse lasciato un po' più di spazio. Diciamo che è stato un rischio che non è andato a buon fine.

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