Cosa resterà del 2017

Chiudiamo il 2017. C'è già voglia e aria di cambiamento, perlomeno nelle parole e nelle copertine. Le prime novità sono sotto i nostri occhi: lasciamo perdere il nuovo logo - in verità nemmeno troppo distante dal vecchio e comunque sempre piuttosto significativo. Parliamo di Robert Kubica che pare idoneo per ritornare al volante una Formula 1, e sarebbe una bella storia se fosse vero; dell'Alfa Romeo che ritorna in Formula 1, e anche qui sarebbe bello se fosse una storia vera e non un rebrand di un prodotto già visto, ma va beh, accontentiamoci.
Non credo basteranno queste due notizie a creare i presupposti per una stagione 2018 diversa dalle ultime quattro. Quello che è successo in Formula 1 dopo l'estate è stata una regressione in termini di spettacolo, competizione, interesse, decisamente preoccupante.
Non è assolutamente mia intenzione sminuire la vittoria finale di Lewis Hamilton - se rigore è quando arbitro fischia anche campione del mondo è chi fa più punti degli altri - ma il dominio Mercedes è avvilente e non se ne vede una fine, e mette tutto sotto una luce di ovvietà fastidiosa. Almeno, io non la vedo, se voi la vedete fatemi un fischio.
Comunque sia ritorniamo un attimo su quanto successo negli ultimi dieci mesi e vediamo cosa vale la pena di ricordare di questo 2017:

  • Il quarto titolo di Hamilton: ovviamente partiamo da King Lewis, perché se è vero che guida una Mercedes, altrettanto è vero che lui il titolo lo ha vinto mentre il compagno di squadra no. Merito di una seconda parte di stagione praticamente perfetta, che lo ha portato a sfruttare sino in fondo le immense doti della sua W08.
  • La striscia di vittorie Mercedes: e sono quattro di fila. L'era della power unit ha un solo dominatore, i mezzi e il vantaggio iniziale acquisito della casa tedesca stanno rendendo il campionato del mondo di Formula 1 una corsa a chi limiterà i danni nei confronti del colosso tedesco. Perchè di vincere per gli altri non se ne parla proprio.
  • Le prime vittorie di Bottas: si è sbloccato anche Calimero. Bella forza, qualcuno potrà dire, con una Mercedes tra le mani forse anche un'ottantenne particolarmente in gamba potrebbe portarsi a casa una vittoria. Malignità, o forse no, comunque sia il buon Valtteri - a sprazzi - ha fatto vedere di potersela giocare con chiunque. Gli manca ancora un po' di cattiveria,  e la continuità nel mantenere viva questa cattiveria. Vediamo quel che succederà l'anno prossimo.
  • Le cinque vittorie inutili della Ferrari: qui iniziamo il giochino del bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto, quella roba lì insomma. Partiamo dal mezzo pieno: cinque vittorie in un anno era da parecchio che non si vedevano dalle parti di Maranello, addirittura con fine settimana dominati, come a Monaco e a Budapest, ma anche in piste non proprio da pronostico certo. E' indubbio il passo avanti fatto dalla Ferrari in questo 2017, sarebbe da ottusi negarlo, ma...
  • L'autunno da incubo della Ferrari: e qui invece il bicchiere diventa clamorosamente mezzo vuoto. Un serie di sventure cosi sistematica è dura da ritrovare nella storia della Ferrari. Partendo dal disastro al via di Singapore, passando per Sepang e la candela di Suzuka. L'anno in rosso si è tinto di nero nel giro di poche settimane in una modalità che ha cancellato di colpo quanto di buono fatto sino a quel momento.
  • La splendida stagione di Esteban Ocon: infinitamente meno pompato di Max Verstappen, ugualmente efficace e veloce, il giovane Ocon ha brillantemente passato il rookie test della sua prima stagione completa in Formula 1. Sia che la Formula 1, come sostiene Adrian Newey, sia diventata troppo facile. sia che non sia proprio così, Esteban è il primo nella lista dei successori di Hamilton e Bottas alla guida delle frecce d'argento. E allora li si che si vedrà quanto veramente
  • L'ultimo anno delle Formula 1 senza Halo: è troppo brutto per essere vero. Fingiamo che sia una cosa temporanea - anzi credo che lo sia veramente - ma lo stesso il cammino verso la "sterilizzazione" delle corse automobilistiche prosegue implacabile. Si giusto, la sicurezza prima di tutto, ma a questo punto sorge un dubbio. Ma se non si corresse più del tutto? Più sicuro di cosi...
  • La speronata di Vettel a Baku: come il suo illustre connazionale sette volte campione del mondo a volte a Seb si chiude qualche vena nelle parti periferiche del cervello, e succede quello che è successo a Baku... e anche a Singapore a ben vedere. Poi certo ci sono compressori e candele che si fottono, ma anche il fattore umano è da considerare in una stagione dai toni troppo contrastati per Vettel.

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