Le regole del gioco (reprise...)

Per una volta parliamo di calcio. Ma perché tirare in ballo il calcio in un blog come questo, e proprio in un momento a quanto pare parecchio disgraziato per la suddetta disciplina, perlomeno dalle nostre parti?
Perché il calcio, e il suo attrezzo principale, il pallone, sono la perfetta metafora di come dovrebbe essere uno sport - seppur completamente diverso - come l'automobilismo.
Il fascino, l'agonismo, la sfida, quello che muove e appassiona milioni di persone di ogni razza e religione è legato al semplice e imperfetto strumento principale del calcio. Il pallone, una sfera, solido elementare con un punto di equilibrio quanto mai precario.
La palla si muove, non sta mai ferma, rimbalza, rotola al minimo tocco, cade da qualsiasi punto nello spazio la si metta, sfugge, e la capacità dei calciatori di domare l'"attrezzo" e infilarlo tra due pali è esercizio apparentemente semplice ma che necessità una vita di allenamenti e pratica per eseguirlo con la dovuta maestria.
Ecco, l'automobilismo ha perso il suo pallone, anzi lo ha trasformato in un cubo, stabile, troppo stabile. E adesso che razza di divertimento c'è?
A forza di ricerca di sicurezza, attiva e passiva, sviluppo aerodinamico, scelte regolamentari inspiegabili, chi segue l'automobilismo si ritrova lo stesso entusiasmo di seguire a 22 uomini prendere a calci un poliedro regolare a 6 facce quadrate tutte uguali.

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