Sinfonia in rosso. Parte 30: l'aviatore vola e vince.

A Watkins Glen in occasione del GP degli USA è tutto pronto per la gran celebrazione in onore di Mario Andretti, l'idolo locale campione del mondo di Formula 1.
In verità è anche in corso il processo sommario a Riccardo Patrese, considerato il principale colpevole dell'incidente di Peterson. L’italiano è escluso dal GP degli USA su decisione di un gruppo di piloti in preda a una crisi di nervi: Fittipaldi, Scheckter, Andretti, Lauda e Hunt. I "saggi" non potendo contare su prove certe riguardo l'incidente al via di Monza si appellano a presunte scorrettezze commesse dal pilota padovano nel corso della stagione.
La festa di Mario Andretti, autore ancora una volta della pole position, viene però rovinata da una serie di inconvenienti alla sua Lotus, ma soprattutto da Carlos Reutemann. L’argentino azzecca una delle sue giornate magiche e, una volta infilato la Lotus di Andretti alle prese con problemi ai freni, si avvia verso un'autorevole vittoria. Sarebbe doppietta se Gilles Villeneuve, risalito sino al secondo posto, non fosse costretto al ritiro al 21° giro a causa di problemi al motore.
Per la Ferrari è comunque la quarta vittoria stagionale. Aveva ragione Mauro Forghieri, la T3 non è affatto una cattiva macchina, è nata però un anno dopo, forse, oppure nell'anno sbagliato. La realtà non cambia.
La prima vittoria di Gilles in Formula 1 sembra però nell’aria, sarebbe fantastico se riuscisse a ottenerlo nel GP di casa. Realmente fantastico. Come in un'ideale staffetta, la stagione che si porta via un agitatore di folle come Ronnie Peterson ne consacra subito un altro: Gilles Villeneuve, e proprio davanti al suo pubblico.
A distanza di un anno esatto dal suo debutto al volante di una Ferrari finalmente all'"aviatore" fila tutto liscio: Gilles non si fa prendere dalla smania di correre davanti ai propri tifosi e corre con giudizio sin dai primi metri, lasciando prima sfogare Jarier, sostituto di Peterson alla Lotus, per poi approfittare dei problemi alla Lotus del francese, assumere il comando della gara e tenerlo sino alla fine. Al secondo posto di piazza il neo-ferrarista Jody Scheckter al volante di una Wolf, una giornata perfetta per i candesi.
- Mi sono reso subito conto di aver la vittoria a portata di mano. La vettura andava bene, non avevo grossi problemi di gomme ma sentivo qualche rumorino sospetto. Per questo non ho più preso alcun rischio. E' stato il giorno più bello della mia vita.
Montreal quel giorno è in festa per Villeneuve, la scommessa di Ferrari è vinta, un altro mattone della sua leggenda quel giorno viene posato e da lì non si sposterà più.
Il "Gaucho triste" lascia Maranello, Gilles lo ricorderà sempre come un compagno di squadra leale. In più quattro vittorie potrebbero essere un bilancio positivo, ma per lo stesso Reutemann:
- Sono stati due anni difficili. Nel '77 abbiamo dovuto affrontare molti problemi tecnici, nella scorsa stagione c'è stato il dramma delle gomme. Il matrimonio tra la Ferrari e la Michelin e l'adozione dei pneumatici radiali hanno costretto tutta la squadra ad un superlavoro con risultati spesso deludenti. Logico che fosse cosi, perché la società francese non aveva esperienza in Formula 1, ma il conto è stato in fondo pagato da Gilles Villeneuve e da me.

Nessun commento:

Powered by Blogger.