Sinfonia in rosso. Parte 32: Forghieri il mago.

La stagione parte con la consueta trasferta in terra sudamericana: la Ferrari si presenta con la vecchia 312 T3 modificata, mentre il debutto per la T4 è fissato, come ormai abitudine negli ultimi anni, in occasione del GP del Sud Africa a Kyalami.
E la partenza è di quelli col botto, ma non quello desiderato dagli uomini in rosso.
Primo Gran Premio, prima curva - la esse veloce dopo i box del circuito Municipal di Buenos Aires - e prima ammucchiata. Si toccano John Watson e il neo ferrarista Jody Scheckter, da li nasce un putiferio. In tutto poi verranno coinvolte sette vetture. La gara è sospesa. Scheckter lamenta dolore al polso e i medici locali gli impediscono di essere presente alla seconda partenza. Peggio comunque va a Nelson Piquet che riporterà fratture alle caviglie. La gara vedrà la sorprendente doppietta delle Ligier, con Jacques Lafitte davanti a Patrick Depailler, mentre per Gilles Villeneuve sarà come previsto una gara sulla difensiva, alla fine compromessa dalla rottura dalla trasmissione a pochi giri dalla fine.
In Brasile, a Interlagos, le cose vanno meglio. Pur con una vettura ormai prossima al pensionamento sia Scheckter che Villeneuve finiscono in zona punti. Vincono ancora le Ligier, vince ancora Jacques Lafitte, ci si prepara a un altra stagione a senso unico come quella precedente, ma qualcuno fa notare che con il debutto in pista di nuove vetture e lo sviluppo delle esistenti gli equilibri potrebbero cambiare.
Mai superiorità in Formula 1 si dimostrò così effimera. Le Ligier, apparse dominanti nelle prime due corse, vengono ridimensionate già alla terza prova. La doppietta Ferrari in Sud Africa a Kyalami con la debuttante 312 T4 è così devastante e netta che ci si arriva a chiedere se le altre squadre raccoglieranno qualche briciola nel corso di quella stagione. 1° Villeneuve, 2° Scheckter, si inizia con la pioggia, poi la pista si asciuga, ma la differenza non si vede. Sempre e solo Ferrari davanti a tutti. Il resto a un mondo di distanza.
Sulla linea di partenza per il secondo via le due Ferrari occupano la prima fila. C'è parecchia concitazione: il meteo sembra tutt'altro che stabile. Mauro Forghieri, direttore tecnico e progettista della Ferrari - fosse per lui oltre che crearle le guiderebbe anche - scruta il cielo concentrato:
- Questa nuvola ci ha messo dieci minuti a raggiungerci e considerando che la partenza è tra dodici minuti e che il vento non cambierà tra una decina di minuti ci lascerà... quindi montiamo le slick.
Scheckter annuisce, è da troppo poco in squadra per poter obiettare qualcosa. Villeneuve non ascolta nemmeno, qualsiasi tipo di gomme gli montino la sua condotta in pista rimane sempre quella: piede giù, e solo un lieve, quasi impercettibile, alleggerimento prima di ogni curva con o senza uso del freno.
Forghieri azzeccherà anche quella scelta. La pioggia effettivamente smette di cadere e Scheckter, l'unico a partire con le slick con la pista bagnata, riuscirà a evitare il cambio gomme obbligatorio invece per il resto del gruppo.
Vincerà però Gilles Villeneuve, e l'unico problema per il canadese in quel fine settimana pressoché perfetto fu una distorsione alla caviglia quando alla fine della corsa balzò dalla macchina per andare alla cerimonia di premiazione. Per un attimo la sua espressione si incupì, un giornalista gli si avvicinò, gli chiese come stava. Lui riprese subito il suo solito sorriso lieve:
- Correre è pericoloso.

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