Sinfonia in rosso. Parte 35: Polaroid.

Con l'esplosione Williams, e la crisi della Ligier, Scheckter mantiene comunque la testa della classifica e alla viglia del GP d'Italia ha nove punti di vantaggio sul secondo: Jacques Lafitte. In virtù del particolare regolamento in vigore quell'anno - stagione spezzata in due parti con cervellotici algoritmi per calcolare il punteggio totale - la Ferrari si presenta a Monza con la concreta possibilità di festeggiare i due titoli mondiali piloti e costruttori davanti ai propri tifosi. Anche Scheckter ne è convinto e analizza la situazione senza troppi giri di parole:
- A questo punto manca poco ad arrivare al titolo. Comincio a convincermi anch'io della reale possibilità di vincere. Credo che anche Villeneuve abbia capito come stanno le cose. Sarà importante per me, nelle prossime tre corse, se il canadese mi aiuterà. Non credo che, oggi come oggi Gilles abbia delle reali possibilità di successo.
La casa di Maranello si presenta con quattro vetture per i due piloti; l'imperativo è non sprecare l'occasione. Le caratteristiche del circuito brianzolo sono però un invito a nozze per il turbo Renault che monopolizza la prima fila con Jabouille e Arnoux. Alle sue spalle c'è comunque Jody Scheckter consapevole di dover sfruttare l'occasione di Monza per chiudere il discorso mondiale.
- La mia è una grossa responsabilità. Sento il peso della passione che milioni di italiani riversano sulla Ferrari. E' come essere il goleador della nazionale di calcio che deve tirare un rigore determinante per il risultato di una partita importantissima.
In barba a tutti i timori la domenica il rigore va in rete dritto filato senza alcun problema. Con il ritiro prima di Arnoux, e soprattutto poi dell'avversario più pericoloso ai fini della classifica, Jacques Lafitte e la sua Ligier, il GP d'Italia diventa una celebrazione collettiva dell’identità Ferrari: Jody Scheckter davanti e Gilles Villeneuve a coprirgli le spalle. Un patto di lealtà che il canadese rispetta senza pensarci nemmeno per un attimo.
Come Peter Collins con Juan Manuel Fangio, Gilles pensa forse che avrà tutto il tempo per avere la sua occasione. Come per Peter Collins quel tempo non arriverà mai.
Monza esplode ancora di fronte ai titoli mondiali conquistati dalle rosse, emozioni e parole scorrono libere in una marea travolgente che solo Monza sa creare. Si rivelerà una festa da ricordare a lungo, un po' come quelle foto sbiadite della giovinezza, perché l'immagine di Scheckter e Villeneuve raggianti sul podio di Monza, per un bel po' di anni sarebbe rimasta come una chimera per i tifosi della rossa.
Quel giorno di settembre a Monza si chiude un'era: l'era delle 312 T vincenti, di lì a poco la Formula 1 sarà una questione di motori turbo e per la famiglia delle Ferrari a 12 cilindri aspirate arriverà il momento del congedo. Sarà anche l'ultima vittoria di Scheckter, qualcuno dice l'ultima vera gara di Jody Scheckter perché da lì al ritiro il pilota sudafricano sarà l'ombra del vincente visto sino a quel momento.
- A chi dedico questa vittoria? Dedico questa vittoria a Enzo Ferrari, che mi ha dato la possibilità di ottenere un titolo che inseguo da sette anni.

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