GP Cina 2018: dagli amici mi guardi Dio... e il resto

Prima di guardare a quanto di controverso è scaturito da questo GP di Cina parliamo di Daniel Ricciardo, perchè la sua è stata una vittoria fantastica, frutto di una condotta di gara perfetta, più forte di Lewis Hamilton e Sebastian Vettel, più forte del falloso e inconsistente compagno di squadra Max Verstappen, più forte di tutti in frenata, aiutato da una SC e da una squadra che nell'efficienza ai box e nelle decisioni ha ritrovato lo smalto degli anni passati. Certo ha ragione lui quando dice che quando vince le gara sono sempre appassionati e piene di colpi di scena.
Sembrava la vittoria fosse ormai nella mani di Valterri Bottas ma, ribadiamo il concetto, Ricciardo è stato un gradino sopra tutti, e qualcuno in rosso potrebbe iniziare a immaginare che cosa potrebbe portare il sogno-incubo di avere Daniel in rosso nel 2019. Vero Seb?
Capitolo Ferrari, capitolo Vettel. Non è servito comunque a nulla fare la sua solita partenza "idiota". Rovinare la gara del compagno di squadra al via non ha comunque dato frutti. Evidentemente la lezione di Singapore 2017 non ha lasciato nulla a Seb: ancora una partenza stile vecchio Schumacher con taglio completo di strada e porta completamente chiusa al compagno di squadra. Buon per Vettel che ha in squadra uno come Kimi, ma la pacchia per lui ho l'impressione finirà presto, e allora le cose potrebbero andare diversamente.
Poteva essere comunque podio per Seb, nonostante il comando della gara persa dopo il pit sop,  ma è arrivato Verstappen, e la sua manovra poco comprensibile - a meno che tu non corra in un qualche campionato dilettantistico di macchine derivate dalla produzione - ed è stata notte fonda per il tedesco. Dall'altra parte del box ancora un ritmo di gara non del tutto soddisfacente per Kimi, attardato dalla manovra di Vettel al via, e poi una corsa sul generis... un po' come quella di Lewis Hamilton. Per l'inglese un intero fine settimana quasi da spettatore, mai in lotta per nulla, e alla fine danni limitati per la sua classifica alla fine, anche fortunato direi.
Detto di un Hulkenberg non troppo lontano dal podio; di un Alonso anche lui a punti ma che quando vede una Ferrari soffre ancora di vene occluse sotto il casco; di un Leclerc ancora alle spalle di Marcus Ericsson; di un Gasly brutta copia di quello vista in Bahrain; godiamoci questa vittoria di Ricciardo, che ha saputo farmi saltare sul divano, che promette qualcosa di più della solita scontata lotta per il titolo mondiale tra Vettel e Hamilton

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