GP Canada 2018: giubba rossa

Ha indossato la sua giubba, anzi tuta rossa, ha abbassato la visiera e ha messo tutti in riga per due giorni. A Montreal si è rivisto il Seb dei tempi Red Bull, del vincitore seriale, dell'uomo dalla pole infallibile, praticamente imbattibile.
Doveva essere il fine settimana di Lewis Hamilton, è stato invece quello di Sebastian Vettel, un ritorno alla vittoria prepotente che ha annichilito tutto e tutti, e sopra tutto e tutti proprio Hamilton ma anche il compagno di squadra Raikkonen che ha dovuto inchinarsi di fronte alla fantastica efficienza di Super Seb. L'inglese ha litigato per tutto il fine settimana con una Mercedes prima incapace di sfruttare le gomme stramorbide della Pirelli, e poi alle prese con una PU praticamente alla frutta; il finlandese ha chiuso il suo fine settimana al termine della Q2 il sabato pomeriggio; per trasformarsi in quella specie di mezzo fantasma già visto parecchie volte, lento ma non troppo lento, veloce ma non abbastanza veloce. Ahimè, inutile in sostanza... spero che ci siano delle cause dietro questa anemia, perchè mi duole il cuore dirlo.
Saranno contenti i commentatori TV, in brodo di giuggiole nell'esaltare la gara di Vettel e l'opaca prestazione di Kimi, di sottolineare quanto non sia più adatto Kimi a un posto in Ferrari, e tante belle osservazioni magari anche giuste ma che suonano sempre come un poco premeditate. Mah...
Chi non si è lasciato schiacciare troppo sono stati prima di tutto il sempre veloce nel circuito canadese  Valterri Bottas, efficace e intoccabile come riesce a lui in certi giorni, e i due Red Bull boys, con Verstappen praticamente perfetto per tutti i tre giorni e Ricciardo autore della solita gran partenza decisa ma inferiore al compagno olandese.
Sul resto - resto che nella figura di Hulkenberkg  a 20 giri dalla fine aveva un distacco di 47'' nei confronti dell'ultimo dei primi Raikkonnen - val la pena di sottolineare direi la Renault, con il sopracitato Hulkenberg e  Sainz capaci di sopravanzare le sempre pericolose Force India; un'altra gran bella gara di Charles Leclerc, ma questa ormai non è una novità, ma solo una conferma; e in negativo una McLaren palesemente in difficoltà quando la pista tende a essere rettilinea.
Dunque Seb ritorna al comando della classifica, di un punto, ma meglio essere davanti di un punto che dietro di un punto. Un gran risultato niente da dire, ma è una mia impressione ma cambiano le piste, si passa da Montecarlo dove i rettilinei non si sa nemmeno cosa siano, a Montreal dove è quasi tutto un tenere il volante dritto, ma di sorpassi o persino tentativi - ultimi giri di Hamilton su Ricciardo a parte - se ne sono visti decisamente pochi? Credo che i problemi di aerodinamica di queste macchine siano profondi e non facilmente risolvibili come qualcuno vuol far credere.

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