GP Francia 2018: nel blu dipinto d'argento

Riecco la Mercedes che fa paura, quella che nelle mani di Lewis Hamilton sembra giocare con gli avversari, e probabilmente lo fa, quella che se ne frega di temperature e umidità, insomma quella...
Se po ci aggiungete il ritorno di Seb "prima curva", quello a cui si appanna un poco la vista alla prima frenata, eccoti servito il senso di questo GP di Francia 2018.
A bocce ferme, a stare a giocare con i tempi, forse Vettel poteva veramente giocarsela con Hamilton, come sperava di fare nelle interviste post qualifiche. Lo ha dimostrato un gran Kimi Raikkonen, lucido e determinato, bravo nel prolungare sino all'infinito il primo stint, per poi ributtarsi in pista nella versione bullo "io ce l'ho più veloce del tuo". Grande Kimi, sarai sempre nel mio cuore, non importa quel che succederà nei prossimi mesi.
Fatto sta comunque che la vaccata l'ha fatta lui, Sebastian Vettel, e nessun altro, e sentire quel demente in tv che incolpa Raikkonen per non essere stato là tra i primi, ti fa veramente cadere le braccia. E altro...
Con un Hamilton cosi superiore, dietro di lui hanno brillato le Red Bull, con Max Verstappen che prosegue nella sua vena di competitività razionale e positiva, e Daniel Ricciardo quasi a podio, non fosse stato per problemi suoi e un Kimi Raikkonen arrembante.
Se Hamilton e Verstappen - e anche Kimi, si stavolta anche lui - sono stati gli eroi in positivo; quasi da dimenticare la domenica di Vettel e Bottas. Il primo colpevole e poi capace di ricostruirsi una gara accettabile; il secondo incolpevole ma lento poi nel recuperare, entrambi probabilmente con la macchina non nelle migliori condizioni dopo la prima curva, ma entrambi fuori dalla lotta per la vittoria.
Da elogiare le gare di Leclerc e Magnussen. Da incubo anche le giornate di Galsy e Ocon, i due galletti che per festeggiare la gara di casa decidono di eliminarsi a vicenda; e ancora una volta quella del povero Fernando Alonso, ormai demotivato, conscio che anche sfoderando qualsiasi magia non riuscirà mai a far andare quel carretto arancione. Pensare a un 2019 senza Kimi e Fernando fa venire i lacrimoni e un groppo in gola mica da ridere.
Chiudiamo con un commento sulla pista: inconcepibile, la negazione di quello che dovrebbe essere un tracciato. Rivedere il via dall'elicottero è da mani nei capelli: un videogioco progettato male e realizzato peggio. Eppure tutti sorridono, vanno avanti, fingono che tutto sia perfetto, si inventano lotte e tensione sportiva quando non esiste nulla di tutto questo.
Questo blog compie dieci anni, sta invecchiando, io con lui, non se se bene o male, di sicuro la Formula 1 non sta facendo nulla per invecchiare bene.

Nessun commento:

Powered by Blogger.