Compañero

Spesso dipinto come lunatico e in qualche modo mai troppo diretto e sincero, Juan Manuel Fangio era un invece uomo con un'intelligenza e una generosità fuori dal comune.
Lasciamo perdere gli aneddoti sulle mance date ai meccanici per ingraziarseli, fatti narrati sempre mantenendo un certo sfondo di invidia e gelosia o comunque con un secondo fine non del tutto elogiativo, ci furono altre situazioni in cui il pilota argentino - il più grande, poche balle, quello che vinse cinque titoli mondali in un'epoca in cui portare a casa la pelle equivaleva a una vittoria - si dimostrò una persona decisamente generosa.
Siamo a Sebring nel 1956, il suo connazionale e amico Carlos Menditeguy ha un incidente in cui si ribalta al volante della sua Maserati 300S, nella esse del famoso circuito americano.
Il corpo esanime di Carlos rimane sull'asfalto bollente per parecchi minuti prima che un'ambulanza riesca a raggiungere il punto dell'incidente. I commissari accorsi stanno ben lontano dal corpo, lo danno per morto, solo un'infermiera sopraggiunta con l'ambulanza si rende conto che Menditeguy respira ancora.
Viene caricato e ricoverato all'ospedale di Sebring, dove viene stabilizzato, ma le sue condizioni appaiono critiche.
Finita la gara Fangio, saputo dell'incidente, si precipita all'ospedale. Vista la situazione clinica i medici dichiarano che ci sono poche possibilità per Carlos di sopravvivere. Fangio si rende conto che quell'ospedale non ha apparecchiature adatte a trattare infortuni di quell'entità, cosi si premura di far trasferire Menditeguy al più attrezzato ospedale di Palm Beach, dove gli diagnosticano una doppia frattura al cranio.
Juan Manuel però non si limita a fare quello, nonostante Enzo Ferrari dall'Italia lo tempesti di telegrammi per farlo rientrare in factory in preparazione delle gare successive della stagione, l'argentino rimane per una settimana a fianco del compagno e amico, sino a che la famiglia di Carlos non li raggiunge dall'argentina. Dopo settimane interminabili di coma alla fine Menditeguy si riprese da quel terribile incidente.
Qualcuno dice che fu quest'episodio a creare la barriera tra Enzo Ferrari e Fangio, potrebbe essere, certo l'argentino era troppa personalità da gestire anche per uno come Ferrari, ma lo stesso, se non bastassero cinque campionati del mondo vinti, ecco un altro motivo per considerare Juan Manuel Fangio come il più grande di tutti.

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