GP Italia 2019: la risposta

"Per quale cavolo di pista è stata creata la SF90?"
Mi ero posto questa domanda nell'ultimo post prima della pausa estiva, la risposta è arrivata in due momenti: Spa e Monza... e la risposta è arrivata grazie soprattutto a Charles Leclerc è la sua incredibile velocità già molto matura per uno che è alla prima stagione in Formula 1 al volante di una monoposto il cui volante pesa come nessun altro.

Per gli aggettivi sul monegasco girate un po' il web, ne troverete a sacchi, diciamo che ha confermato quello che si pensava di lui e che si sperava ci fosse in lui. Prendetene uno a caso.
A Charles è stato perdonato anche qualche esuberanza di troppo - qualche mese fa la chiusura su Hamilton alla Roggia non l'avrebbe passata liscia - ma è stato anche magnifico nello sfruttare l'ottima scelta della scuderia di montare pneumatici duri e la velocità spaventosa nel dritto della Ferrari e gestire la costante pressione di Hamilton prima e Bottas poi.

Velocità sul dritto che ha letteralmente stoppato le due frecce d'argento, in grado di mettere il muso dalle parti delle ruote anteriori di Leclerc solo in un'occasione e nonostante la staffetta praticata da Hamilton e Bottas nel tentare di insidiare la rossa in fuga.

Detto dei due Mercedes, che in fondo hanno fatto il loro dovere, val la pena di parlare del povero Vettel, di come la squadra l'abbia quasi dimenticato - manifestazioni pubbliche e dichiarazioni di facciata a parte - di come Seb proprio non riesca a digerire la SF90 e certi errori, apparentemente marchiani, siano solo le conseguenze del malessere con il tedesco si trova a guidare l''ultima monoposto di Maranello.
Vettel ci ha messo comunque del suo con quel rientro insensato in pista ma certo a Maranello non l'hanno aiutato. Con quel pasticcio del sabato, prima inventandosi una tattica estrema e poi rinnegandola in un modo che ancora una volta ha fatto sentire Vettel come il secondo pilota... una sensazione che Raikkonen ha provato per anni, ma la capacità di fregarsene del finlandese non è dote da tutti.

A proposito del finlandese, un fine settimana da dimenticare per Kimi, a partire dal venerdì mattina sino alla domenica pomeriggio, prestazione disastrosa che ha fatto risaltare la bella gara invece di Giovinazzi. Dopo l'erroraccio di Spa Antonio si rimette in carreggiata andando a punti senza errori o sbavature.

Chi ha sorpreso a Monza è stato anche il duo Renault, Ricciardo e Hulkenberg,  capace di sfruttare l'incredibile velocità che ha dimostrato la monoposto francese nei rettilinei monzesi e di mettersi davanti alle Red Bull.

Chiudiamo con Red Bull che ha corso in difesa con Albon - dopo la sportellata ricevuta da Sainz a Lesmo - e il solito arrembante Verstappen arrivato in zona punti partendo da ultimo degli ultimi.

Si parla adesso di evoluzioni della SF90, di colpo si è passati dal baratro dell'Ungheria alle cime di Monza, dalle lacrime di sconforto a quelle di gioia. Forse la verità al solito è nel mezzo.

E intanto il sesto titolo di Lewis si avvicina.

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