Sinfonia in rosso. Parte 46: come Nuvolari

L'11 maggio Villeneuve incontra Enzo Ferrari e raggiunge un accordo per il 1982 con opzione per il 1983. Cadono così le ipotesi di passaggio del canadese a McLaren o Alfa Romeo: anche per la stagione successiva i due piloti Ferrari saranno Pironi e Villeneuve.
- Ora più che mai sono sicuro che la Ferrari è il team migliore. Non ho firmato per i soldi, avrei potuto prendere gli stessi soldi o anche di più, in altre squadra, ma mi piace la vita del pilota della Ferrari.
La stagione però prosegue con i due appuntamenti in teoria più ostici per la 126 CK: Montecarlo dove il turbo dacché lo vedi in Formula 1 non ci ha mai ricavato nulla, e Jarama, pista go-kart dove i rettilinei sono semplici raccordi tra due curve più corti del solito.
Gilles Villeneuve però inizia ad abituarsi alla guida di un motore turbo, ha messo a punto la sua tecnica personale per domare quel mostro bizzoso, mai che molli l'acceleratore, nemmeno in curva, nemmeno in quelle di Montecarlo. In qualifica volando sui cordoli, rimbalzando tra un guard-rail e l'altro sfiora la pole, è secondo dietro solo la Brabham di Nelson Piquet e se vai a vedere le posizioni degli altri motori turbo ti rendi conto che razza di giro abbia fatto il canadese. Le due Renault di Prost e Arnoux sono rispettivamente 9° e 13°, Pironi sull'altra Ferrari addirittura 17° dopo aver demolito un paio di telai.
Qualcuno pensa ancora che la Formula 1 sia una questione esclusivamente di macchina? Quelle baggianate di percentuali tra pilota e macchina? Beh, eccovi servito un tipico caso di 90/10 tra pilota e macchina.
In gara prima Piquet, poi Pironi, infine Jones si alternano al comando, Gilles vivacchia alle loro spalle con i freni che lo fanno dannare già dopo pochi giri. Ora, parliamoci chiaro, probabilmente senza i problemi di pescaggio del carburante sulla Williams di Alan Jones, Gilles Villleneuve non ce l'avrebbe fatta, ma lo stesso quel sorpasso davanti ai box infilandosi in un raggio di luce invisibile tra il guard-rail e la Williams dell'australiano è roba che legittima ogni vittoria e ti fa credere che gli angeli esistono, eccome se esistono, e a volte si mettono casco e tuta per sollevare le vite degli uomini normali.
Villeneuve vince a Montecarlo con il mostro di fuoco 126 CK, roba da prendersi a pizzicotti per risvegliarsi. I meccanici Ferrari piangono, sono scene di gioia e incredulità per un’impresa ritenuta impossibile nemmeno fosse Santa Klaus che vince per distacco la tappa alpina del Giro d'Italia alla vigilia di Natale. O, se proprio vogliamo scriverla, l'uomo che vince sulla macchina. E l'abbiamo scritta.
- E' stata una delle gare più dure della mia vita, ma sono molto, molto contento di questa vittoria. Quando i freni hanno iniziato a perdere di efficienza sono stato costretto a trattare molto male la macchina, è andata tutto bene, credo di essere stato molto fortunato.
Il quarto posto di Pironi completa la giornata indimenticabile per la Ferrari. Meglio di così non si poteva sperare.
L’euforia di Montecarlo non si è ancora stemperata completamente quando ci si appresta ad affrontate il GP di Spagna. Jarama è una pista non molto dissimile da Montecarlo ed è pensiero comune che il miracolo di Montecarlo non si possa ripetere sul suolo spagnolo.
Alzando le spalle sorridendo Gilles, dopo le qualifiche, definisce la sua 126 CK come una "Cadillac rossa particolarmente potente".
L'evidenza di quelle parole è sotto gli occhi di tutti, tecnici Ferrari compresi, ma fosse stato qualsiasi altro pilota probabilmente Enzo Ferrari lo avrebbe messo alla porta il giorno dopo. A Villeneuve il grande vecchio riservò sempre un trattamento speciale.
In pole c'è Lafitte su Ligier, al suo fianco Alan Jones su Williams; in seconda fila l'altra Williams di Carlos Reutemann e la Mclaren di John Watson. Per Villeneuve un settimo posto in griglia dietro anche la Renault di Alain Prost e l'Alfa Romeo di Bruno Giacomelli.
La gara parte con una temperatura esterna di 35°C, Lafitte ha una esitazione al via e si fa sorpassare dalle due Williams di Jones e Reutemann. Ma è dietro che sin dai primi metri si pongono le basi per il gran finale di quella gara: Villeneuve con uno scatto poderoso si porta al terzo posto alla prima curva. Terzo posto che si trasforma in un secondo posto alla fine del primo giro quando, sfruttando la potenza del turbo Ferrari, Villeneuve supera in tromba la Williams Cosworth di Carlos Reutemann. La rimonta di Villeneuve però sembra fermarsi qui, Jones si invola, e come un metronomo al 14° giro ha 14 secondi sulla Ferrari del canadese. Ma a questo punto l'australiano perde la concentrazione per un attimo, fa una divagazione fuori pista, riesce a rientrare ma non in tempo per non farsi sopravanzare dalla 126 CK di Villeneuve.
Da quel punto in avanti la gara cambia volto. Da fuga solitaria diventa strenua difesa della prima posizione da parte di Gilles Villeneuve e della sua Ferrari. Per 67 giri Villeneuve nell'unico allungo degno di tale nome del tracciato riesce ad acquisire un vantaggio sugli inseguitori sufficiente per metterlo al riparo da attacchi nel tratto misto del circuito. Giro dopo giro le sue gomme calano di rendimento, la Ferrari scoda e ondeggia come un bulldog tenuto al guinzaglio piazzato davanti a un hamburger. Prima Carlos Reutemann e poi Jacques Lafitte ci provano parecchie volte, arrivano ad affiancarlo, ma ogni volta la Ferrari di Villeneuve esce vincitrice dai corpo a corpo in pista.
Alla fine il canadese, trascinando nella sua scia cinque monoposto rabbiose, taglierà per primo il traguardo con un vantaggio di 0.21 secondi sulla Ligier di Lafitte e con Reutemann e De Angelis a 1.24 secondi. Quando si dice che lo spettacolo in una corsa automobilistica è in tutto ciò che precede il sorpasso.
Per Gilles è un'altra vittoria impossibile, contro ogni pronostico e logica. Sarà anche l'ultima vittoria di Villeneuve, ma chi in quei momenti bollenti ed esaltanti chi arriva a pensare questo?
- E' stato molto faticoso, ho dovuto prendere dei rischi incredibili, ma ne è valsa la pena.
Anche Forghieri è esaltato:
- Lo hanno criticato perché era troppo aggressivo, adesso voglio proprio vedere chi avrà il coraggio di dire qualcosa. Gilles è stato fantastico, meraviglioso.
Enzo Ferrari il giorno dopo si espresse in questi termini, riguardo al conducente della sua "Cadillac rossa particolarmente potente":
- Ieri Gilles Villeneuve ha fatto rivivere la leggenda di Tazio Nuvolari.
Per capire cosa riuscì al canadese in quel giorno di giugno vale la pena di ricordare ciò che disse di lui Gordon Murray, il progettista della Brabham:
- Credo che sia stata una delle migliori guide che abbia mai visto. Quel telaio è orribile, il peggiore di tutti, è incredibile come sia riuscito a tenere per tutta la gara e con quella pressione alle spalle senza commettere errori.

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